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Scuole di Pericolo

Troppo caos a ingresso e uscita scuole. Tocca intervenire e prevenire il peggio.





Prendo spunto da questo (prevedibilissimo) episodio di cronaca, per fortuna a lieto fine (si fa per dire) - per riproporre il sempre più attuale problema della sicurezza all'entrata e all'uscita delle scuole cittadine.


Accompagno a scuola i miei figli tutti i giorni e posso dire che tali episodi non solo sono più che prevedibili (e quindi prevenibili) ma che riguardano tutte le Scuole, non solo il Liceo.

Per il liceo c'è l'aggravante del lungo rettilineo sulla vecchia Traiana che molti automobilisti e camionisti scambiano per un rettilineo di formula uno su cui dare lo sprint finale.

A ciò si aggiunga senz'altro l'andamento a gregge degli alunni in uscita, che spesso invadono o attraversano creativamente la strada, com'è ahinoi abbastanza tipico dell'età.

Ma la realtà è che quella strada VA ASSOLUTAMENTE RALLENTATA. In entrambi i sensi. I vigili ci sono quasi sempre ma la mattina arrivano un po' troppo tardi. E spesso parcheggiano l'auto nello spiazzo, dove NON è visibile. Bisogna che o si riesca a farli arrivare prima o che la Scuola posticipi l'orario di ingresso.

Ma in ogni caso l'auto dovrebbe rimanere bene in vista e con i lampeggianti accesi a scopo deterrente.

Aggiungo la ESTREMA PERICOLOSITÀ dell'incrocio al primo semaforo su via Corato (rientrando in città dal Liceo, appunto), dove il sole basso alla mattina rende spesso invisibile la strada e i pedoni, oltre che le altre auto. Lì molti studenti attraversano la strada, random e dove capita, e il pericolo è altissimo.

Nelle giornate di sole, venti minuti di presenza di un'auto con sirena lampeggiante potrebbero avere un ottimo effetto dissuasivo e ordinante.


Ma se il Liceo è nell'occhio del ciclone, le altre scuole non ridono.

E siccome senza dubbio non ci sono vigili sufficienti per tutte - forse sarebbe il caso di recuperare l'ottima usanza di anni precedenti di chiudere il traffico di isolato affidandone la gestione ad anziani e/o disoccupati.

Ne avremmo tutti un vantaggio ed eviteremmo conseguenze che sicuramente prima o poi ci saranno, e che potrebbero essere devastanti quando la stella della buona sorte dovesse distrarsi un attimo.

Abbiamo tutti imparato dalla pubblicità che prevenire è meglio che curare. Mettiamolo in pratica. Sappiamo tutti quanto incurabili siano le lacrime di una madre che perde un figlio, e per di più mentre si reca o esce da un posto che è quello dove immaginiamo la massima sicurezza.

Avevo tre anni quando mio fratello fu investito, e ucciso dopo tre giorni di agonia, proprio all'incrocio del liceo. E il Liceo non c'era ancora, e il traffico era forse un centesimo di quello di oggi. Figuriamoci ora.

Oggi, dopo una vita, le lacrime dei miei le ricordo ancora come allora. Sono sicuro che dentro non hanno mai smesso di piangerle, finché hanno vissuto.

Certo questa terribile esperienza è successa tante altre volte, a tanti altri. E certo non possiamo mettere tutte le strade in assoluta sicurezza.

Ma almeno qui dove il pericolo è lampante e prevedibile, agiamo. Conto sulla sensibilità del Sindaco e degli amministratori.

Sarebbe ancora più terrificante, ancor più colpa di tutti, senza far nulla, lasciare che arrivi il momento in cui l'inevitabile accadrà. vedendoci tutti colpevoli, chi più chi meno, perché quell'inevitabile è in realtà evitabilissimo. Ed è nostro dovere evitarlo.

L'inevitabile è spesso solo il frutto della nostra ignavia e della nostra disorganizzazione. Ed è lì che dobbiamo intervenire. Prima che sia troppo tardi.

Le Scuole rimangano Scuole di conoscenza, non Scuole di pericolo. Per il pericolo c'è tutto il resto della vita.


Mario Albrizio





Io, Medico