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Chieco Si Dimette. Le Sue Liste: Ripensaci





AppDem Silura il Sindaco.  È caos a Palazzo Avitaia


Chieco si dimette - come era ormai nell'aria e come è noto dal pomeriggio - per la diserzione dei consiglieri di AppDem, una sorta di pidini-nonpidini, come il sapone non sapone, di cui nessuno può dire dove siano effettivamente, se nel Pd o fuori. Fuori ma fedeli alla segreteria.
Fino a qualche settimana fa, stavano appunto dall'altra parte. Poi li abbiamo visti col Sindaco nella votazione sul Pug. Ora gli hanno voltato di nuovo le spalle.
E ovviamente non è un caso, tanto che il Sindaco ne ha tratto la conclusione delle dimissioni. 
Non una posizione politica chiara espressa apertamente e messa in discussione, ma la classica scelta subdola di far mancare il numero legale.
Questo il comunicato di Chieco:
“Questo pomeriggio, a causa dell’assenza dei consiglieri del gruppo App Dem, è mancato il numero legale in Consiglio Comunale e la Giunta non ha potuto presentare il bilancio di previsione 2019.
Sentiti gli altri consiglieri di maggioranza, il sindaco Pasquale Chieco ha pertanto deciso di protocollare le sue dimissioni.
Domani alle 15:00 il Sindaco terrà una conferenza stampa nella sala giunta del municipio”.

Qui invece l'accorato appello di Sinistra Ruvese e Ruvo Futura, liste e consiglieri a sostegno del Sindaco:
Noi tutti iscritte, iscritti, consigliere e consiglieri comunali di Sinistra Ruvese e Ruvo Futura, prendiamo atto delle dimissioni presentate oggi dal Sindaco Pasquale Chieco e ne apprezziamo il consueto senso di onore e lealtà alle Istituzioni, nel momento in cui un pezzo della sua maggioranza ha deciso di non partecipare al Consiglio Comunale di presentazione del bilancio, con ciò ponendo in essere un atto politico di particolare gravità nei confronti della Città. Ribadiamo con ancora maggiore forza il nostro appoggio personale e politico a Pasquale Chieco e lo invitiamo a verificare con la necessaria urgenza le condizioni per garantire un'efficace amministrazione alla Città, ritirando così le dimissioni oggi rassegnate. Abbiamo chiaro il grande e
intensissimo lavoro svolto negli anni trascorsi, gli ingenti finanziamenti ottenuti, le tante questioni irrisolte da anni e finalmente affrontate con determinazione. Siamo convinti che le tante attività e i tanti progetti in corso non meritino di essere abbandonati, così come non vogliamo recedere dallʼidea di poter costruire una visione sostenibile e moderna della Città, svincolata da piccoli e grandi fumosi interessi che suscitano in noi, e in tutte le cittadine e cittadini di buona volontà, sentimenti di profondo dissenso e di grave preoccupazione.

Difficile valutare se sia una cosa definitiva o se siamo ancora al gioco tattico delle parti.

Di certo, in un caso o nell'altro, è l'ultimo atto di un tira e molla che dura dall'inizio dell'amministrazione e il cui significato di tirare al rialzo politicamente il prezzo del sostegno è chiaro da tempo.

Un gioco al massacro di logoramento che davvero è il caso di chiudere.

Ci auguriamo che ne venga fuori un'amministrazione rimpolpata e rinfrancata, che possa portare a termine l'incarico rivedendo qualche grave errore blu, rimediando a qualche ormai grossa ingenuità, ma garantendo alla Città continuità d'azione sulle cose fondamentali.

Se questo non è possibile, capiamo perfettamente la decisione del sindaco ed allora è meglio chiuderla qui.



Mario Albrizio 

Io, Medico