Quella Ruvo Antica Così Nuova. E Ancora da Scoprire

Fine ingloriosa di una Repubblica






La Repubblica sbaglia mestiere

Ho dovuto leggere di persona questo incredibile "articolo" e annesso video per verificare che dicessero davvero quanto preannunciava lo squallido titoletto su Facebook che potete ammirare qui sopra.
Beh, incredibile a dirsi, lo dicono davvero.
A tanto (poco) si è ridotto il giornale un tempo simbolo dell'essere opposizione e alternativa. 

Non solo scendiletto del governo, ma veri scherani pronti ad ogni nefandezza per criminalizzare o ridicolizzare (che in politica è peggio) il nemico del padrone - il partito-movimento che, pur coi suoi mille e non sempre lievi difetti, che abbiamo sempre rilevato senza sconti, è l'unico che può oggi mandare a casa l'oligarchia al potere e mettere fine alla cuccagna della stampa più servile d'Europa e dell'Occidente.
Stampa e media tenuti al cappio di un incredibile, corporativo e medievale Ordine dei Giornalisti, che non esiste altrove nel mondo civile, voluto non a caso dal Duce e gelosamente mantenuto dai successori per poter controllare tutti i "giornalisti" ammessi al club, ossia disposti (eccezioni a parte) a non dare fastidio ai manovratori.
Stampa foraggiata e pasciuta con centinaia di milioni di euro pubblici in modo da far passare loro qualsiasi voglia o velleità di fare giornalismo serio e stare ai fianchi del potere sì, ma per controllarlo e pungolarlo, non, come troppo spesso fanno, per propagandarlo e proteggerlo dall'opinione pubblica, la cui voce e il cui controllo dovrebbero invece rappresentare.
Di questo sistema marcio e corrotto Repubblica, un tempo gloriosa mastina, oggi è l'alfiere, il portabandiera e il principale cane da guardia, insieme a tutta la canea mediatica pagata e privilegiata per sostenere il potere, anziché libera per controllarlo.
Che tristezza. Che fine ingloriosa. 

E che urgenza, per questo martoriato Paese, una Stampa finalmente Libera, che stia dalla parte giusta e risponda ai Lettori e Cittadini, anziché agli accalappiatori di risorse pubbliche e servitori dello stesso padrone, schiavi della stessa ingordigia, sommersi da una vergogna planetaria di essere in coda all'informazione per qualità e libertà, ma primi per chiacchiericcio e non di rado, come in questo caso, per depistaggio della pubblica attenzione e ammuina pro domo propria.
Re del gossip e schiavi a casa del re. Questo sanno fare.
È arrivato il momento di invertire i ruoli.