La Fondazione dello Spazio Urbano

I MENO INQUINATI. Lettera aperta al signor Berardi

#SalviamoRuvo #RuvoMeritaDiMeglio




Carissimo Sig. Berardi, 

appena ho saputo nei giorni scorsi e poi visto le locandine affisse in città in merito al suo evento, sono rimasto piacevolmente colpito dell’iniziativa, della novità; primo perché affettivamente, come Lei ben sa, sono per così dire, cresciuto accanto alla vostra azienda, osservandone i cambiamenti ed i progressi da quando ero bambino, secondo perché a memoria non mi pare di ricordare altri imprenditori con la medesima attenzione, specie se parliamo di bambini.

Lei sicuramente ricorderà come me, i pomeriggi che ho trascorso a giocare e qualche volta ahimè anche a studiare, con i suoi figli. Così come sicuramente ricorderà le mie visite di qualche anno dopo, al sabato mattina, quando già lavoratore, passavo da voi in azienda per coltivare quell’amicizia fraterna che il tempo non poteva e non potrà mai spezzare e che ci ha portato sin qui.

Quando allora ho visto dell’open HOUSE in occasione del 155° anniversario di una delle più belle, innovative, coraggiose e fiorenti aziende della nostra Ruvo, ho colto subito l’occasione per portarci mio figlio piccolo; per mostrargli, quanto, con il duro lavoro, il sacrificio, l’onestà, l’abnegazione e quel pizzico di fortuna che non guasta mai, si può ottenere nella vita.

Siamo arrivati e abbiamo salutato tanti amici. L’ho cercata per abbracciarla e ringraziarla con uno sguardo, perché tra noi le parole sono sempre state poche, o meglio quelle strettamente necessarie. Io l’ho sempre vista sin da bambino come un uomo, un padre, un imprenditore autoritario, anche troppo se mi consente.

Ci siamo fermati ad apprezzare la musica, l’accoglienza, i giochi ed i sorrisi dei bambini accorsi.

Mio figlio ha voluto subito entrare nello stabilimento, affascinato dalle cataste di materiali, di imballaggi, dai macchinari innovativi. Ho cercato goffamente di spiegargli le tante cose che fate e come lo fate, fino a raccontargli che avete clienti ovunque nel mondo.

E’ stato bello, decisamente bello.

Poi siamo usciti nuovamente all’aperto per i balli, attirati dalla voce di Lillo Strillo, ed improvvisamente tutto ai miei occhi è cambiato. La musica e l’allegria che aveva pervaso il pomeriggio e che era il filo conduttore dell’evento, così come riportato sulle locandine, si è trasformato in qualcos’altro.

Vede Sig. Berardi, preciso subito che ognuno in casa sua è libero di fare quello che crede, ma con la schiettezza che mi contraddistingue da sempre, sono qui a scriverle apertamente per dirle cosa penso. E sì, perché adesso sono diventato grande e del suo sguardo autoritario ne conservo ormai solo l’affetto.

Ed ecco perché le dico che a mio parere, usare un evento come quello, sia pure dentro casa propria, dove i principali protagonisti dovevano essere i bambini ed usarlo a scopo elettorale per sostenere un candidato sindaco, è stata mi permetta una cosa non solo scorretta, ma anche una copiosa caduta di stile.

Vede Sig. Berardi, lei doveva prendersi la responsabilità (non le sarebbe mancato di certo il coraggio) di prendere posizione liberamente a favore di chicchessia, ma in modo chiaro, magari scrivendo anche quello sulla locandina.

E sì, perché lei ha fatto un bel discorso fondato sul futuro, sullo spazio da dare ai giovani appunto, sulle prospettive da garantire alle generazioni future, ma poi ha di fatto lasciato parola a qualcuno che rappresenta il passato (e non dei migliori secondo la “vox  populi”) e poi ha consentito di fatto un comizio elettorale in piena regola ad una coalizione che ha definito lei stesso “i meno inquinati di tutti, per poi correggersi al volo con un non inquinati…” che in tempo di lapsus freudiani fanno storia.

Lei sa benissimo che gli unici puliti per davvero e senza ombra di smentita, stanno da un’altra parte.

Io al posto suo, ci avrei riflettuto meglio e considerato che io stesso l’avevo contattata per le ragioni che sa bene e coerentemente a quanto ha sostenuto per il cambiamento vero di questa città, avrebbe dovuto interessarle altro, perché con noi di Ruvo Libera non avrebbe dovuto nemmeno giustificare, come ha fatto ieri, la sua scelta di campo.

Questo sentivo di dirle in nome dell’onestà intellettuale di cui mi fregio.

Al suo posto, avrei speso energie e tempo per cambiare le cose scegliendo qualcuno assolutamente scevro da ogni controllo passato, non accontentandomi del meno peggio.

Con l’affetto di sempre, Le auguro buona fortuna per tutto.

Francesco Montaruli

Foto del profilo di Francesco Montaruli