Il Processo

CHI SI ASTIENE FA COME PILATO. CONDANNA GESU' E ASSOLVE BARABBA

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Nel cassetto dell’elettore. Sogno o realtà?
Proviamo ad enumerare le aspettative  e le esigenze di un elettore deluso che decide di mettersi alla ricerca del voto utile, del voto tranquillo.
Ne avrà trovate di difficoltà. Incrementate soprattutto dalla tendenza, dell’amministrazione in procinto di tornare ad altre occupazioni, come di tante altre, a nascondere i reali problemi mentre si pensava a cercare progetti favorevoli (specie per conquistare amicizie e sodalizi), ma irrilevanti se non dannosi per il territorio, ed a prospettare proposte di soluzioni geniali, presentate come utili alla popolazione. 
Ora che siamo alla conclusione del mandato l’elettore si accorge di essere stato ingannato, che i problemi sono tutti là ad attendere, che il verde pubblico langue, che l’edilizia ha soddisfatto solo interessi di pochi, che l’isola ecologica è un recente impegno per la popolazione che trasporta grandi bustoni e grossi contenitori di resti di potatura, cartoni ingombranti, plastiche ed oggetti di grandi dimensioni, a questa provvisoria discarica con notevole impegno di mezzi personali, tempo necessario per le operazioni, stress di prestazioni prima sconosciute. Nel frattempo la tassa sui rifiuti si è moltiplicata.
Altra sorpresa è l’aver scoperto il piccolo imbroglio che la vita amministrativa ha nascosto nelle ultime edizioni. Invece di svolgere il ruolo di programmazione e di mediazione “super partes”, come spetta alla parte “politica”, molti amministratori si sono adoperati a fare i manager nel gestire settori e contratti particolari (vedi espropri, appalti, gestione di società, edilizia, commercio, gestione concorsi, ecc.), operazioni che sicuramente portavano tanti vantaggi ed opportunità personali, raggio di azione allargato, clientele, alleanze e favori.
Un quadro squallido che evidenzia l’aver anteposto gli interessi personali a quelli della collettività. Questa e la realtà. Ed il sogno?
La speranza di un po’ di onestà, trasparenza, efficienza, sincerità e spirito di servizio. Ma c’è un grosso problema: la convinzione, abbastanza diffusa, che “sono tutti uguali” per cui è meglio evitare di pronunciarsi a favore di qualcuno. 
Convincimento che corrisponde alla sfiducia più volte sperimentata di fronte ad esempi di malgoverno e di cattiva amministrazione. Come anche è frutto di stanchezza ed equivale alla dichiarazione di resa di fronte alle tante speranze tradite.
C’è ancora modo, tuttavia, di venir fuori da questa catena di rassegnazione e pessimismo e Roberto Benigni ci ha dato una sublime testimonianza, con la sua sottile ironia e sapiente analisi, nel commento alla Costituzione. 
Non sono tutti uguali, diceva, perché è evidente che tale affermazione ha proprio l’effetto di assolvere i veri responsabili dei gravi danni e reati di chi detiene il potere. 
Se siamo tutti uguali, pensano questi ultimi, possiamo continuare a fare i nostri interessi, tanto siamo considerati come tutti gli altri. Gli offriamo, cioè, la possibilità di affermare che non siamo colpevoli. Ed invece è importante individuare le differenze e distinguere il ladro dall’onesto, il sincero dall’imbroglione.
Anche il rifiuto del voto ha la caratteristica di riprodurre la situazione di Ponzio Pilato che si lava le mani, si astiene dal giudicare il Cristo e rimette alla folla la decisione sulla sua sorte. 
Ma la folla grida di liberare Barabba e si sapeva che avrebbe deciso in questo modo, per cui Pilato ha fatto condannare Gesù con la sua astensione. Chi si astiene dal votare non fa altro che affidare ad una folla disorientata le sorti della città e la vita di una popolazione.

Nel cassetto dell’elettore c’è solo la scelta consapevole di recarsi alle urne e di indicare solo chi rappresenta il futuro di Ruvo ed il rispetto della Libertà.
Biagio Pellegrini
Foto del profilo di Biagio Pellegrini