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martedì 23 febbraio 2016

L'INVASIONE DEGLI ULTRANANI

#SalviamoRuvo





Sui responsabili, da Attila in poi, fino all'orrore politico attuale, abbiamo detto e dimostrato anche troppo. Inutile insistere. Il giudizio storico e politico è ormai inappellabile.


Ma c'è ancora qualcosa da dire su questa pletora di aspiranti sindaci dell'ultim'ora. Ne esce uno al giorno. Non puoi girare l'angolo che ne esce un altro. Ormai vai dal panettiere, le baguettes sono finite, ma se vuoi in cambio può darti un aspirante sindaco... ;)


È un'invasione. Una marea. Altro che migranti. Verrebbe da dire aiutateli a casa loro... :P


Un'invasione di ultranani politici che nessuno ha sentito fiatare negli ultimi 25 anni e che ora si propongono come salvatori della Città

che nessuno ha udito o che magari davano pure una mano ad Attila e ai soliti noti mentre facevano a pezzi la Città per spartirsela, il suo presente e il suo futuro;  


la cui voce risulta non pervenuta su qualunque problema serio abbia devastato Ruvo in un quarto di secolo orribile...


Questi eroi lillipuziani improvvisamente indaffarati intorno a quella che credono una preda alla loro portata - ed è invece la Città da liberare. Il Gulliver imprigionato.


Ma la domanda è una sola. Sempre la stessa. Quella che consente di distinguere la realtà dalle chiacchiere morte. Chi può salvare la Città da chi vuole solo finire di sbranarla.


Dov'erano questi baldi aspiranti mentre lorsignori massacravano la Città e tutto taceva, tranne una ed una sola voce?


E dove sono ora? Dov'è la loro parola?


Non sanno? E allora che ci stanno a fare?


Non hanno le competenze? E allora che ci stanno a fare?


Non hanno il coraggio? E allora che ci stanno a fare?


Dove siete? Dove siete stati finora? Rincantucciati in quale angolo? A curare quale interesse?

Restateci, se quello che si è visto finora è tutto quello che sapete fare. Ruvo ha bisogno di ben altro. Ruvo merita ben altro.


Ruvo è un Gulliver con potenzialità gigantesche. Inchiodato al suolo da decenni di incapacità e malgoverno. Ma non si libera moltiplicando i lillipuziani.  


Si libera tagliando i lacci e i lacciuoli del passato, del clientelismo, delle cosche trasversali comunicanti, dal continuo assalto alla diligenza

Si cura ricominciando dai Cittadini. Si cura ricominciando dalla DemocraziaSi cura ricominciando dalla Libertà.











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