Il Dio Di Passaggio

Avevamo ricevuto diversi allarmi, richieste di intervento, imprecazioni, inviti a chiamare la Sovrintendenza… sulla strana “cosa” in costruzione davanti alla facciata senza pace di palazzo Jatta.
Abbiamo mantenuto la calma e alla fine la verità, che sa sempre dove andare, come sempre è venuta a trovarci.
È lo stesso autore dell’opera, il giovane Massimiliano Di Gioia, a parlarcene.
Si tratta di una installazione, il Dio Stupore. Un’opera d’arte che starà lì un mese, “se i vandali non me la buttano giù prima”.
Quindi possiamo stare tutti tranquilli.
Si tratta di un dio di passaggio
Mentre resta che un giovane talento ruvese ha avuto la possibilità di esprimersi anche in patria dopo averlo fatto con successo fuori.
Speriamo diventi una regola. Che il dio delle opportunità passi più spesso e magari si fermi un po’.

IL SINDACATO AL CONFLITTO DI INTERESSI





Abbiamo detto e scritto più volte che NON c'è mai stato problema sui lavori, ma solo sul progetto, oggettivamente orribile, distruttivo, irrispettoso, brutto, illegittimo e antidemocratico - tanto che per farlo passare, sapendo quanto faceva schifo, anziché coinvolgere i Cittadini come prescrive la legge hanno preferito stuprare leggi a non finire e volontà popolare.

Abbiamo parlato con i vincitori del bando-lavori, contentissimi (noi) che siano ruvesi - i quali ci hanno assicurato:

1. che la Piazza sarà fatta "con amore" al contrario di Piazza Dante;

2. che nonostante lo strepitoso ribasso di un terzo, il prezzo è congruo e quindi NON dovranno risparmiare su nulla, sicurezza, materiali, contratti e/o condizioni di lavoro ecc...

Bene. Siamo tranquilli. Alla serietà delle imprese, fino a prova contraria, crediamo.

Ma...

Per pura ipotesi, per uno di quelli che Galilei chiamava "esperimenti mentali", supponiamo che un giorno le imprese si distraggano ed entri in cantiere un lavoratore non del tutto a norma. Che non metta elmetti, giubbini e tutte le dotazioni previste.

Supponiamo che qualcuno se ne accorga e lo segnali al sindacato, per esempio alla Cgil di Corso Carafa.

Certo, "sindacato" in Italia è spesso una parola grossa. Ma sorvoliamo.

Supponiamo che il leader della Cgil locale, preso da giusto furore, si rechi sul posto e verifichi l'infrazione, tuonando a difesa dei lavoratori ecc... (Lo so: è fantascienza. Ma proviamoci).

Il leader sindacale è fuori di sé per lo sdegno. Si dirige verso la sede del sindacato per denunciare tutto all'Ispettorato del lavoro ecc... ecc...

Appena arrivato chiama i suoi collaboratori più fedeli e comincia a dettare una lettera di fuoco.

O, a scelta, alza il telefono e comincia a sbraitare perché la sede competente intervenga subito.

Per che cosa? - chi gliedono.

E lui riaggancia. Oppure, a scelta, fa smettere di scrivere.

Secondo voi perché?

A. Si è accorto che è ora di pranzo.

B. Un improvviso mal di denti.

C. Si è ricordato di essere assessore nella stessa Giunta comunale che ha autorizzato e spinto il massacro della Piazza.

Lo so. È difficile. Ma provateci... ;)