La Fondazione dello Spazio Urbano

CAMBIARE LA STORIA. ORA. Lettera Aperta Al Presidente della Regione Puglia


un parco archeologico multipiano da 3000 e probabilmente più anni di Storia, se come è probabile sotto tutti gli strati suddetti si troverà anche quello neolitico.
Abbiamo sotto i nostri piedi l'evento del secolo. Forse del Millennio. Un'antica capitale vittima di una troppo lunga damnatio memoriae, che chiede di venire alla luce. 
È la Storia che chiama




Premessa.
Ho scritto la lettera aperta che segue ai primi di agosto. Poi ho pensato che tra periodo feriale, caldo insopportabile e le mille urgenze da tamponare, il Presidente della Regione avesse già il suo bel da fare.
"A settembre", mi sono riproposto. Ormai pensavo che l'Amministrazione avesse tacitamente abbandonato l'idea (i lavori dovevano iniziare già sul fil di lama a Luglio dopo già molti ritardi, come il Lettore ricorderà) e non si sarebbe più lanciata in una simile follia. Li sopravvalutavo.
Il 2 settembre è stata dichiarata guerra alla Piazza, al Cuore della Città. Poco dopo è stato iniziato l'assedio con recinzione impenetrabile e poi via alle operazioni di distruzione. oggi pertanto si impone questa precisazione, a coronamento e spiegazione della "Lettera" stessa, che segue più giù.
Come "più giù" è ormai necessario andare nell'opera di conoscenza della nostra Storia, ritrovando la quale, ritroveremo anche la nostra direzione per il Futuro, oggi così perdutamente smarrito. 
Oggi la situazione è quella della foto. La Rotonda non c'è più. Due secoli di Storia massacrati come neanche i Visigoti.
Ora l'unica cosa che può dare un senso a questo scempio deliberato, che può trasformare l'orrore in opportunità, è fermare tutto e andare a vedere nel sottosuolo, a cominciare dalle aperture fuoriuscite nei lavori effettuati, e che troppo precipitosamente si sono chiuse e messe a tacere come tutto il resto.
L'unica cosa che può dare senso alla distruzione della Storia, è la messa in luce di Ancora più Storia. E quello è proprio il sito giusto per iniziare. Con testimonianze importanti di fortificazioni medievali, e più giù di preziosi resti di epoca romana, compresa la via Traiana, e più giù ancora i preziosissimi resti dell'epoca peuceta, la più importante. Tutto ben noto e peraltro confermato dall'indagine georadar!
Ed è solo di ieri la proposta conciliativa che abbiamo lanciato al Comune su interessamento dell'azienda Prometeus, di un'indagine al Laser Scanner, veloce, precisa (più precisa del Georadar) e indolore, al ridicolo costo di 1.000 euro. Proposta che speriamo venga presa nella dovuta considerazione da un'Amministrazione che vogliamo ostinatamente credere capace di redenzione.
Chiediamo pertanto al Presidente della Regione Puglia, a nome delle 1200 firme di Cittadini Ruvesi che lo hanno chiesto ben 8 mesi fa, e della stragrande maggioranza dei Ruvesi che avrebbe senz'altro approvato la proposta nel Referendum scandalosamente negato - ma anche a nome dei tanti pugliesi, italiani e cittadini del mondo, che domani godranno il frutto di questo lavoro - chiediamo che cominci un'era di rispetto e attenzione per la nostra Storia, anche come volano di sviluppo per l'intero territorio.
Chiediamo al presidente della Regione Puglia di rendersi garante del finanziamento "europeo", che peraltro sappiamo benissimo verrà di fatto erogato con fondi Pac a scadenza 2017.
Ancora di più chiediamo a Michele Emiliano di rendersi garante non solo del ripristino della piena Democrazia violata in questa Città; ma di cominciare da qui, dalla Città più dimenticata, dall'antica capitale della Peucetia, il suo nobile proposito di Cambiare la Storia della nostra regione e non solo.
Chiediamo che vengano immediatamente liberati i residenti e le attività commerciali da quella orribile e insensata recinzione che li sta soffocando; che sia ripristinata una viabilità temporanea; che la recinzione sia limitata all'area della ex Rotonda, come zona di saggio e scavo intelligente.
Confidiamo, Presidente, nella sua ben nota intelligenza politica, nel suo amore per la propria terra, nel suo coraggio nello sposare decisioni difficili se nell'interesse comune, nel suo dimostrato amore per la Democrazia partecipativa. Che è precisamente lo strumento attraverso cui la Storia si può davvero, e si deve, cambiare.
Se non Lei, Presidente, chi altri?
Ora la Rotonda non c'è più. Vediamoci ugualmente lì. In pieno cantiere. Sporchiamoci le scarpe con la polvere della Storia. E ricominciamo, tutti insieme, pacificati, a ricostruirla.
E se ancora qualche dubbio può rimanerLe, guardi solo questa foto incredibile dell'anno scorso, dall'indagine georadar "ufficiosa" e non autorizzata del Comune.


C'è la Piazza, ci sono segnati tutti i punti più "sensibili" rilevati. Vengono persino abbozzati i resti sotterranei di fortificazione tra Castello e Piazza - precisamente quelli le cui estreme propaggini superiori sono affiorate nei giorni scorsi. Più giù l'epoca romana e la via Traiana.
Più giù ancora l'epoca peuceta: lo splendore mai più raggiunto e uno scrigno di significati ancora tutto da scoprire, nonostante un saccheggio ininterrotto plurisecolare; nonostante pezzi straordinari dell'antica capitale riempiano i più importanti musei d'Italia e di tutto il mondo.
Possiamo, a partire da quella Porta del Tempo che è la Rotonda ormai distrutta, portare alla luce un parco archeologico multipiano da 3000 e probabilmente più anni di Storia, se come è probabile sotto tutti gli strati suddetti si troverà anche quello neolitico.
Abbiamo sotto i nostri piedi l'evento del secolo. Forse del Millennio. Un'antica capitale vittima di una troppo lunga damnatio memoriae, che chiede di venire alla luce. 
È la Storia che chiama, Presidente. Da ben più di 2.000 anni. È arrivato il momento di ascoltarla, non crede?
Bastano 1.000 euro e un minimo di disponibilità del Comune, un'indagine superveloce e superprecisa al laser scanner, per saperne quanto basta e regolarsi. Non è un buon affare per tutti?
Ci dia una mano, Presidente, con la Sua intelligente mediazione, a mettere da parte le divisioni del presente e a riunirci per puntare tutti verso un obiettivo del massimo interesse comune. Non solo per i ruvesi ma per tutta la regione e oltre.
RdP, 10.10.2015




CAMBIARE LA STORIA. ORA.
Lettera Aperta Al Presidente della Regione Puglia





Al Presidente della Regione Puglia
dott. Michele Emiliano    
Bari - Sede  


RdP, 7 agosto 2015

Egregio Presidente,


apprendiamo con estrema soddisfazione del Suo rinnovato impegno per la Storia (all. 1) e per la Centralità (all. 2) della nostra Regione e del Sud: due pilastri fondamentali per una nuova e più equilibrata “narrazione” pubblica, preludio ad un Paese più equilibrato, più giusto, e perciò più forte.


Di questa nuova narrazione ho e abbiamo avuto l’onore di parlare proprio con Lei, Presidente, nel febbraio scorso a Ruvo (all. 3).


Proprio lì, all’Hotel Pineta, discutendo della sempre troppo derelitta (e non a caso) Storia locale abbiamo convenuto insieme quanto sia importante, anzi vitale, riportare la Puglia e il Sud al centro.


Capovolgere appunto la narrazione che ne fa eterna periferia, dall’impero romano in poi. Per non dire delle narrazioni colpevolizzanti post-’unitarie’ che la dipingono, con tutto il Sud, come terra di briganti, a priori arretrata, sottosviluppata, retrograda - la terra che insieme alla Grecia ha portato la luce nelle tenebre della remota antichità!


foto Corriere del Mezzogiorno
Recuperare la nostra identità profonda, che è appunto una identità di fortissima centralità, etnica, storica, culturale, economica, geopolitica, mediterranea e non solo. Ovvero porre le premesse, finalmente, per Cambiare la Storia, come Lei dice con parole sacrosante.


Sono felice che quelle parole e quelle idee abbiano trovato terreno così fertile nella Sua acclarata sensibilità.


Ora è necessario dar seguito reale a quelle bellissime parole. E Lei, signor Presidente, è la persona giusta per farlo.



L’amore che ci spinge


Ricorderà che in quella stessa serata di febbraio si era preso l’impegno di vedersi tutti, di fronte ai Cittadini, con la Sua mediazione, per valutare insieme un progetto che noi del Comitato e tantissimi Cittadini valutiamo urbanisticamente discutibile e storicamente distruttivo proprio di un pezzo fondamentale, vitale, della Storia e dell’Identità cittadina  (e non solo, visto quello che questa Città oggi semisconosciuta ha rappresentato nella Storia di una Puglia ancora libera e autonoma, in epoca preromana).


È questo, l’amore della nostra Storia e della nostra identità, così spesso e tanto brutalmente calpestate - che ci ha spinto a unirci, cittadini di ogni cultura ed estrazione, in un Comitato di salvaguardia intitolato a Piazza Castello, la Piazza-simbolo, e alla Rotonda, il Cuore Vivo della Città - intesi come sineddoche e simbolo del tutto da riportare alla luce.


È questo che mi ha spinto a suo tempo a tentare la sorte di un incontro pubblico con l’allora candidato Emiliano, nella speranza di poter perorare la causa della Piazza e della Storia di tutti. Non solo dei Ruvesi.


Gli dei, se qualcuno ce n’è in qualche cielo, hanno assecondato quel desiderio al di là di ogni speranza. E questo avrà pure il suo significato.



Il nostro impegno comune


Abbiamo preso allora un impegno, chi scrive e il Sindaco, a discuterne in Piazza con i Cittadini, con Michele Emiliano a fare da mediatore tra le sacrosante esigenze di chi difende la Storia e l’Anima di una Città-Simbolo, e le comprensibili esigenze di un’Amministrazione comunale che (almeno ufficialmente) non vuole perdere un finanziamento europeo.


I punti di possibile intesa in astratto c’erano, anzi abbondavano. Nei fatti, però, l’Amministrazione si è trincerata dietro un muro invalicabile e incomprensibile di indisponibilità al dialogo - quando non di aperta ostilità e non di rado incline alla diffamazione, accusandoci di voler "far politica". Loro. A noi!


Se non addirittura al trabocchetto infantile-medievale, come quando ci hanno invitati in Comune col pretesto di una trattativa e in realtà per registrarci clandestinamente nella speranza di chissà quale dichiarazione compromettente da parte nostra.

Speranza ovviamente delusa.


Un caso inglorioso di slealtà istituzionale di cui peraltro il sindaco è reo confesso (vedi confronto pubblico a due in web tv).


Era il 12 febbraio 2015. Pochi giorni dopo l’impegno solennemente preso, in pubblico, con tanto di stretta di mano a-tre, di confrontarsi pubblicamente in Piazza con il Comitato e con la mediazione di Emiliano!
Impegno ovviamente MAI mantenuto.

Riqualificazione di PIAZZA MATTEOTTI. Il confronto dialettico tra Sindaco e Referente "Comitato Piazza Castello"
Posted by Paolo Pinto on Venerdì 13 febbraio 2015


Quell’incontro in Piazza con Emiliano NON si è mai fatto nonostante la pubblica promessa - ed a tutt’oggi i Cittadini attendono che l’impegno venga mantenuto.



La piazza della Democrazia



La necessità di difesa di una Piazza di grande importanza storica, un vero e proprio pezzo dell’identità di Ruvo e della Puglia: una Piazza simbolo: la Piazza più politica e istituzionale; la piazza delle adunate e delle lotte contadine; la Piazza-Piedistallo dei Cittadini; la Piazza della Storia e la Piazza della Democrazia;


nonché l’esigenza, se possibile più importante e in ogni caso più urgente e cogente, di difendere la Democrazia cittadina clamorosamente e ripetutamente violata, prima col mancato rispetto delle procedure democratiche di partecipazione previste dalla legge; poi con la negazione di un referendum sacrosanto, chiesto a gran voce con 1.200 firme di Cittadini ruvesi (ne erano richieste solo 200 dallo Statuto comunale) in rappresentanza senza alcun dubbio della stragrande maggioranza dei Cittadini;


insomma la ripetuta violazione dell’inscindibile trinomio Storia-Sviluppo-Democrazia -


mi portano, Presidente, a scriverLe questa missiva bonaria e conciliativa che solo la Sua autorità, il suo ben noto amore per la Costituzione e per la Democrazia, e non secondariamente la prassi da Lei costantemente seguita, di non negare mai la parola ai Cittadini sugli argomenti in contesa - potranno portare a felice esito.



Il punto nodale attuale


In estrema sintesi, focalizzandosi sul momento presente, si può dire qui che il finanziamento ottenuto dal Comune di Ruvo, originariamente su Fondi europei Fesr 2007-2013 attualmente NON più disponibili (come noto e come confermatoci direttamente in Regione Puglia), sarà in realtà erogato con Fondi europei Pac.


La differenza fondamentale è che i Fondi Fesr in oggetto scadono a novembre/dicembre 2015, prospettando (per quanto surrettiziamente) la pretesa “urgenza” in base alla quale l’Amministrazione di Ruvo, dopo aver sonnecchiato per 4 anni (la vicenda infatti inizia nel 2011) ha/avrebbe deciso di accelerare travolgendo norme, diritto, storia e democrazia.


Invece i Fondi Pac scadono nel 2017 - rendendo così possibile la composizione amichevole e la cura del gravissimo vulnus democratico - oltre che urbanistico, economico, culturale, storico, di identità - apertosi con le decisioni dell’Amministrazione in parola.


La richiesta pertanto, onorevole Presidente, è di un Suo autorevole intervento, dopo aver eventualmente verificato con gli uffici tecnici della Regione la veridicità di quanto qui affermato (Fesr-Pac) - cosa peraltro che è stata facile per noi, figuriamoci per Lei -


un Suo autorevole intervento presso l’Amministrazione di Ruvo in modo tale che la stessa, rinfrancata sul fatto che non perderà il finanziamento, si decida a re-iniziare il percorso progettuale con il coinvolgimento democratico (finalmente!) di Cittadini e associazioni, come peraltro prescrive la stessa legge regionale e che risulta assolutamente assente finora se non come mera comunicazione a cittadini-spettatori, inermi davanti al fatto compiuto.


Cronaca di un disastro annunciato


La soluzione Pac-2017 potrebbe peraltro essere per l’Amministrazione stessa un’onorevole via d’uscita da un’impasse che rischia di pagare cara alle prossime elezioni di maggio.


Calcoli solo che a tutt’oggi i lavori (peraltro banditi con tempismo discutibile - con procedura referendaria in atto! e in base a una decisione chiaramente illegittima della Commissione referendaria, che haincredibilmente deciso quando ancora NON era stata formata!) quei lavori non sono iniziati.


Risulta pertanto impossibile svolgerli, come prevede il bando, entro 150 giorni e rispettare contemporaneamente la scadenza imposta del 30 novembre - utile a poter rendicontare tutto entro dicembre onde non perdere il famoso finanziamento-Fesr-inesistente.


Ammesso che i lavori comincino oggi stesso, come risolvere possibili contenziosi visto che ormai 150 giorni NON ci sono neanche fino alla fine dell’anno?


Perciò, se non si vuole supporre, e noi non lo vorremmo, che l’Amministrazione abbia scientemente e in malafede dichiarato il falso e sappia che in realtà saranno utilizzati fondi Pac con scadenza 2017, si dovrà supporre che l’Amministrazione stessa sia in grande imbarazzo di fronte a un inevitabile fallimento e di fronte a conseguenze incalcolabili ove l’azienda vincitrice pretenda il rispetto letterale del contratto.




Non amano i Cittadini. I Cittadini li aiutano ugualmente


Questa lettera, Presidente, è quindi anche una richiesta di aiuto per loro. Che se hanno dimostrato di non tenere alcun conto del volere dei Cittadini, pure dai Cittadini sono qui aiutati nella misura in cui questo possa salvare l’immagine, la Storia e il decoro della Città da ulteriori cadute.


Non sarà ancora senza importanza rimarcare che l’Amministrazione ha portato (senza sua colpa originaria o con colpa indiretta, ma con grandi responsabilità per la pessima gestione) la Città sull’orlo del dissesto finanziario;


che (nonostante massicce e ripetute svendite di patrimonio pubblico) non ha in cassa i capitali per pagare anticipo e stati intermedi dei lavori, con possibile ulteriore aumento del contenzioso;

che una delle imprese vincitrici del bando in oggetto, per esempio, ha sospeso i lavori nel locale cimitero perché non veniva pagata dal Comune;


calcoli che questa Amministrazione ha già “riqualificato” Piazza Dante con un ritardo di 578 giorni (no, non è un errore di lettura…) sui tempi previsti, lievitati pertanto a circa 800 su poco più di 200 dichiarati -  e con un risultato largamente rimaneggiato, impreciso e in diversi aspetti NON funzionante o addirittura pericoloso; 

immagina la stessa “efficienza” dispiegata in Piazza Castello, cioè in un sito ben più delicato e complesso, con tempi di scadenza così ristretti?


Calcoli ancora che questa stessa Amministrazione è gravata da 120 avvisi di garanzia insieme alla precedente;


che gestisce (se tale verbo non suona offensivo) un debito che ormai ha raggiunto i 30 milioni e la pone appunto a un passo dal default;

che è stata accusata di illegalità sistematica dal Collegio dei revisori;


che è stata duramente redarguita e bacchettata dalla stessa Corte dei Conti a cui è stata chiamata a rendere conto e documentazione.


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Non sarà infine senza importanza ricordare l’incredibile vicenda del referendum negato sulla sorte del cuore stesso della Città, e del futuro di questa, nonostante la massiccia richiesta popolare o forse proprio per quello.




E taccio su altri episodi ancor più sconcertanti che al solo ricordarli ridurrebbero grandemente i margini di una possibile mediazione, già così difficile, signor Presidente, nonostante la Sua leggendaria abilità.



Facciamo quell’incontro, Presidente. Manteniamo insieme quell’impegno


In conclusione, Presidente, quello che Le chiedo e Le chiedono i Cittadini NON è solo una pur meritoria opera di mediazione sulla Piazza.


Le chiedo invece, Le chiediamo, e Le chiedono i Cittadini, una Mediazione più complessa. Non solo tra Cittadini e Amministrazione. Ma tra ignoranza e conoscenza, tra mero affarismo e valorizzazione, tra la subalternità al capriccio dei “Fondi” e l’autonoma programmazione razionale, di cui quei Fondi siano strumento, non ghigliottina.


Le chiediamo anche, e non secondariamente, una Mediazione tra Passato e Futuro, tra vecchie e nuove pratiche, tra dimenticanza e consapevolezza di sé, del proprio passato e delle proprie potenzialità.



Sulla Rotonda, la Porta del Tempo


La invitiamo a farlo a Ruvo, sulla Rotonda, il Salotto dei Cittadini e il simbolo più importante, più vivo, della Storia lunga e nobile della Città che fu una capitale di Puglia e che oggi, dimentica di sé a partire dai suoi vertici, accetta passivamente (salvo che nel cuore dei Cittadini) di essere sventrata e umiliata in nome di ottuse e imperdonabili sedicenti “riqualificazioni”, che nulla riqualificano e tutto distruggono.


foto Corriere del Mezzogiorno
La invito, La invitiamo, La invitano i Cittadini, a un incontro proprio al centro del grande Divano Rotondo, accogliente, che qualcuno dei Cittadini ha definito “ombelico del mondo”, e che se non ombelico, è almeno una Porta del Tempo che racconta di migliaia di anni di grande Storia, che bisogna appunto riscoprire e valorizzare.


Questa Città, glielo assicuro, Presidente, è il luogo ideale per far partire la Sua nobile impresa di Cambiare la Storia.


Questa Città è un racconto vivente di ciò che accade a chi dimentica sé stesso, la sua storia, la sua identità.

Ma è anche il luogo ideale per riaffermare il VERO motore di uno sviluppo lungo, strategico e sostenibile, per la Città e per la Regione (e non solo) - il già citato trinomio STORIA-SVILUPPO-DEMOCRAZIA.


È per aver tradito quei pilastri della nostra identità, che tutto il male che ora dobbiamo fronteggiare è accaduto. È così che la regione “più bella del mondo” ha subito e subisce - e rischia di subire ancora - quello che sappiamo. A cominciare dal ricatto morte-da-lavoro contro morte-per-mancanza-di-lavoro.


È successo per questo. Perché altri hanno pianificato i propri profitti e hanno mandato le scorie e i costi umani, e ambientali, in periferia, dove popoli resi dimentichi hanno accettato quel pane avvelenato come una manna.


È tempo di cambiare, Presidente, e nessuno l’ha detto con più chiarezza di Lei.


Proprio di questo si deve, secondo noi, con la Sua autorevole presenza, discutere. A Ruvo. Nel posto più dimenticato, più in crisi e perciò più bisognoso di tutta la “periferia inconsapevole” a cui ci hanno ridotto.


Certo della Sua comprensione, Presidente, e del Suo proverbiale attaccamento ai valori della Democrazia e della Partecipazione, Le dichiaro fin d’ora la mia e la nostra disponibilità a qualunque incontro, chiarimento, ulteriore info, in qualunque modo e momento Ella lo desideri.


AugurandoLe buon lavoro per la nostra Puglia, che è da salvare, valorizzare (non distruggere) e rilanciare esattamente come la nostra Piazza e la nostra Città - mi auguro e ci auguriamo a nostra volta di sentirLa presto.