Il Processo

Lettera aperta ai ruvesi


Il messaggio integrale di apertura dell'incontro pubblico dell'8 luglio scorso, "Un caffè con il Futuro", con cui si è messo in moto il processo per la creazione di un nuovo Movimento Politico per il 2016, che finalmente superi i vecchi e logori partiti per ripartire dai Cittadini e da una Democrazia matura.

Un vero Programma di Rinascita, dopo i tempi tristi che viviamo e l'inevitabile Dissesto: il disastro di cui sono responsabili tutti coloro che hanno mal gestito la Città negli ultimi vent'anni e passa. Per finire con la ciliegina dell'ignobile amministrazione in carica, e l'altrettanto inconsistente sedicente "opposizione"..

Un Movimento  capace di ridisegnare la Ruvo del Futuro, una Città che deve rinascere libera e forte, che supera nepotismi e clientelismi, che punta sul merito e su una democrazia aperta, che metta a frutto le energie migliori e al centro il Bene comune.





Parlando del nostro paese con alcuni amici ho rilevato che  i ruvesi hanno sperato in questo o quel partito ovvero nei tanti politicanti che si sono avvicendati in questi ultimi tempi che pur avendo tutti la soluzione a tutte le problematiche cittadine si sono distinti talmente bene (specie nell’ultimo decennio) che ci hanno condotto alle porte di un default economico ed istituzionale.
E’ sotto gli occhi di tutti la gravissima crisi economica e non solo in cui viviamo: debito pubblico ormai insostenibile, uffici comunali paralizzati, edilizia (volano importante della nostra economia) ridotta ai minimi termini, turismo, commercio e artigianato soffertissimo (so di artigiani che stanno stipulando mutui per pagare le varie tasse e gabelle), agricoltura insostenibile a causa dell’impoverimento dei contadini, centro storico abbandonato e desolato, strade ridotte a groviera, cimitero da monumentale a decadente ricettacolo di immondizie, illuminazione carente senza parlare di strane e ridicole segnaletiche che mortificano la viabilità.
Se fate una chiacchierata coi parroci delle vostre parrocchie sentireste in quanta difficoltà versano le famiglie ruvesi per la disoccupazione e per la inesistente prospettiva di lavoro dei loro figli.
Oggi, dinanzi a questo devastante baratro, i partiti alle porte delle prossime elezioni non fanno altro che campagna acquisti (per usare un termine calcistico) promettendosi spartizioni di cariche ed incarichi senza preoccuparsi minimamente ad uno studio di possibili concrete iniziative per superare il momento buio che Ruvo sta attraversando.
Da queste valutazioni ho dedotto che alla base della società non può servirci più un partito politico o il politicante dal fine parlare, ma l’aggregazione di cittadini ovvero l’insieme di componenti economiche, culturali e sociali orientati per quanto possibile a risolvere praticamente e velocemente i problemi e a soddisfare le esigenze comuni.
Ruvo deve passare dallo stato assistenziale che pensa al cittadino come un cliente passivo destinato solo al pagamento di tasse ad uno stato che premi il cittadino della sua capacità d'iniziativa.
Una valida amministrazione deve essere il luogo della razionalità, del discorso, del confronto e della cooperazione che porti in tempi brevissimi a soluzioni di operatività.
E’ fondamentale una amministrazione che non sia fondata sulle chiacchiere ma che abbia le competenze, le capacità e la necessaria esperienza ed autorevolezza senza improvvisare mai nulla.
E’ fondamentale che una amministrazione si esprima come “servizio” ossia come impegno disinteressato di tempo, di energie, di studio, di capacità di ascolto, per rendere meno disuguale la città, pensando anzitutto ai più deboli.
Da queste ipotesi sono qui a constatare se ognuno di noi, spogliandosi di ogni casacca o ideologia politica, tralasciando categoricamente i pettegolezzi e i chiacchiericci su questo o quell’altro fatto o personaggio che non ci deve interessare e non ci porta alcun vantaggio, partendo dagli gli errori commessi, del resto noti a tutti, possa sentirsi libero e non ricattato per contribuire a dar vita ad un coordinamento cittadino di categorie (ingegneri, architetti, avvocati, medici, geometri, ragionieri, commercialisti, imprenditori, commercianti, artigiani, agricoltori, associazioni sportive e culturali, etc.), che insieme possano individuare dalla base e non dall’alto figure pulite, grintose, competenti ognuno del proprio settore e che possano essere portavoce del contributo fattivo di tutti e non della politica sterile e incompetente di pochi.
E’ il momento per Ruvo che si tracci una strada diversa per il bene comune.

Ing. Salvatore Barile