Il Dio Di Passaggio

Avevamo ricevuto diversi allarmi, richieste di intervento, imprecazioni, inviti a chiamare la Sovrintendenza… sulla strana “cosa” in costruzione davanti alla facciata senza pace di palazzo Jatta.
Abbiamo mantenuto la calma e alla fine la verità, che sa sempre dove andare, come sempre è venuta a trovarci.
È lo stesso autore dell’opera, il giovane Massimiliano Di Gioia, a parlarcene.
Si tratta di una installazione, il Dio Stupore. Un’opera d’arte che starà lì un mese, “se i vandali non me la buttano giù prima”.
Quindi possiamo stare tutti tranquilli.
Si tratta di un dio di passaggio
Mentre resta che un giovane talento ruvese ha avuto la possibilità di esprimersi anche in patria dopo averlo fatto con successo fuori.
Speriamo diventi una regola. Che il dio delle opportunità passi più spesso e magari si fermi un po’.

TUTTO IN UNA NOTTE


DALLA VITTORIA ALLA SCONFITTA DEL M5S E DELLA DEMOCRAZIA

Il gran rifiuto della candidata M5S all'apertura di Emiliano




La risposta della Laricchia a Michele Emiliano​ è stato un errore madornale. Un nuovo alibi agli avversari peggiori, come il famoso "accordo" fantasma con Bersani.

Si evidenziano purtroppo i due maggiori limiti del M5S.

La mancanza di una strategia di lungo termine e il paranoico rifiuto delle alleanze, che evidenzia anche un'importante impreparazione tattica.

Il TUTTI A CASA va benissimo, ma come mezzo, non come fine: bisogna indicare anche un "dopo".

Ed essere il primo partito ma non voler fare alleanze è come essere la più bella della classe e non fidanzarsi con nessuno.

Magari si conserva l'onore, ma si rimane sterili.

L'apertura di Emiliano contiene entrambe le prospettive, strategica e tattica. Ne avrò parlato un milione di volte: è la via giusta.

Rifiutarla è un errore grave.

Darà alla parte peggiore degli avversari l'alibi per definire "congelato" o giù di lì il voto al MoVimento.

L'ultima volta, così facendo, si è favorita l'ascesa di Renzi, contrabbandato come l'uomo "concreto, che fa le cose".

Cos'altro ci costerà, ora, la chiusura a Emiliano, che ha sicuramente sul groppone anche spinte di gruppi di potere e clientelari, ma anche la parte buona, sinceramente riformista, del Pd - quella che andava rafforzata appunto con un accordo?

Non un'alleanza: per quella ci vorrà del tempo. Un accordo. Specifico. Limitato. Un vediamo-se-funziona. Con paletti riconosciuti da entrambe le parti. 

Non andava bene? Non si mantenevano i patti? Lo si stracciava il giorno dopo. Ma non si dava alla peggior canea l'ennesimo pretesto per abbaiare pro domo sua.

Credo che l'apertura di Emiliano sia sincera. Accettarla (con tutti i distinguo) avrebbe significato dividere lo schieramento emilianeo e rafforzare la sua parte migliore.

Ma se anche fosse stata una proposta strumentale, per dividere il MoVimento, a maggior ragione andava accettata, per non precipitare nuovamente nell'opinione pubblica come due anni fa: ridotti a contestatori e chiacchieroni incapaci di assumersi le proprie responsabilità (e sappiamo che non è vero: ma tant'è...).

Non è solo un peccato. È un delitto. Gli errori si possono anche fare ma poi da loro bisogna imparare. E invece...

La sacrosanta "vittoria" del M5S (se tale si può chiamare l'essere il primo partito senza alleati) non è durata neanche una nottata.

Il M5S ci ripensi.

Da qui riparte l'Italia. O si continua ad affondare.