RESURREZIONE. LA CITTÀ CHE RESISTE




 




Nonostante il cupo spettacolo di una intera Città portata alla distruzione dall'amministrazione più incompetente e pasticciona (e speriamo sia solo questo) di sempre.

Nonostante abbiano spianato piazze e leggi, diritti e cittadini, ucciso la storia e umiliato la volontà collettiva - e questo deserto puzzolente lo chiamino "politica", o addirittura "democrazia" - una parola che dovrebbe essere proibita in certe bocche.

Nonostante le Istituzioni usate come arma per intimidire e ricattare e perseguire fini personali o di partito.

Nonostante un sindaco capitato lì per caso, alla scusa di Cristo, che non si è ancora neanche reso conto del miracolo che lo ha portato lì, dell'occasione storica che aveva - ma che si è invece subito appassionato alla poltrona e che ha sprecato tutto stolidamente riducendo una grande vittoria civile a una squallida questione di bottega.

Un sindaco che, con tutta la sua band, farà bene a non ricandidarsi e a farsi dimenticare il più rapidamente possibile, salvo magari dalla Magistratura.

Nonostante i 120 avvisi di garanzia, i 30 milioni di debito, gli sprechi continuati e aggravati, la disoccupazione dilagante, l'assoluta insipienza dei servizi sociali, l'ottusità clientelare e le ripetute lavate di testa dagli organi competenti (leggi Revisori dei Conti).

Nonostante il disastro di Piazza Dante e l'ostinata pianificazione dello stupro in Piazza Matteotti.

Nonostante il ripetuto, recidivo e conclamato festival dell'illegittimità, dalle registrazioni clandestine alle Commissioni fantasma che bocciano referendum prima ancora di esistere - lo stupro delle leggi, della democrazia, dei più elementari diritti costituzionali. Più di mille firme oltraggiate dalla loro imperdonabile inanità.

Nonostante l'aria mesta di naufragio e l'equipaggio irresponsabile che indebita tutti per dare feste sul ponte e distrarre l'attenzione dall'abisso.

Nonostante tutto, Ruvo c'è.

C'è una Città che resiste. Che non si piega. Che si organizza per lottare e tornare a vivere. Tornare se stessa.

Così a un semplice cenno di passaparola una trentina di cittadini di ogni età, provenienza e competenza, si sono riuniti ieri sera nello studio di un noto professionista, alla ricerca di una via per fermare il disastro.

Giovani e meno giovani. Imprenditori e cittadini. Professionisti e intellettuali. Tecnici e politici.

Parola d'ordine: non mollare. Non rassegnarsi al disastro. E trovare insieme una via di resurrezione.

Troppo presto per dire se ne nascerà qualosa. Anche se l'inizio è clamoroso.

L'obiettivo? Recuperare lo spirito del 2011. Quando Ruvo era in anticipo sui tempi e i cittadini hanno abbattuto gli steccati clientelari di partito per chiedere DISCONTINUITÀ con il passato, CAMBIAMENTO vero.

Questa vergognosa amministrazione ci ha invece precipitati nel peggio che mai. E da avanguardia che era, la Città è nuovamente costretta a inseguire.

Ma lo spirito è indomo. Indomabile. Irriducibile. Gli obbiettivi restano immutati.

DISCONTINUITÀ. CAMBIAMENTO. A cui bisogna oggi aggiungere (e gridare) DEMOCRAZIA. E finalmente, RESURREZIONE.

Sarà lunga. Sarà dura. Ma intanto è bello sapere che c'è chi non si limita ad ascoltare l'orchestrina del Titanic. Che percepisce il naufragio imminente. E che lavora per scongiurarlo, anche se chi è al comando fa di tutto per centrare gli scogli.

E tu?

Insieme possiamo fare meglio. Trasformare le speranze in realtà. Entra in azione per il cambiamento.

Scrivi a RuvoLibera e prenotati per il prossimo incontro.

[email protected]
Il cambiamento riparte da te.




Ruvo Libera