IL PIÙ RUVESE DEI CANDIDATI




Avevamo visto giusto. Ruvesi si diventa. Lo si diventa quando si prendono in carico i problemi della Città, mentre i candidati "ruvesi" all'anagrafe dormono o latitano o remano contro.

Si può essere più o meno d'accordo sulla Piazza. Il Referendum servirebbe appunto a certificarlo. Ma sul problema Democrazia negata tutti i candidati, politici, non-politici e aspiranti di vario livello dovrebbero fare un salto sulla sedia.

Non dovrebbero dormire la notte, al pensiero che più di 1.000 firme di Cittadini, ben 5 volte più del minimo richiesto dallo Statuto; tutta la precisa normativa, e persino i diritti costituzionali, in questa Città sono stati di fatto sospesi e oltraggiati da chi ha fatto del potere e della poltrona il proprio credo.

Invece dormono anche di giorno. Quando non collaborano con lo sfascio.

In attesa di trovare anche noi un giudice a Berlino, che però potrebbe arrivare a Piazza Distrutta e Città strangolata - avevamo chiesto ai Candidati alle regionali di mostrare le loro qualità assumendosi gli oneri e gli onori di una scelta così impegnativa e coraggiosa.

Beh, ci crederete? I candidati "ruvesi" hanno continuato a dormire. A cominciare dal "candidato" per antonomasia. Quello che si candida a tutto, anche alle elezioni condominiali.

Ha risposto invece Aldo Patruno, uno dei più qualificati outsiders. Coratino di nascita, ma evidentemente più ruvese di tanti altri.

Esterno al partito, fuori dagli schemi di corrente, osteggiato da tutti i presunti big del Pd ruvese, che appoggeranno ciascuno il suo personale candidato (immaginiamo: purché NON si occupino di Piazza e Democrazia...;); secondo le malelingue spinto da Renzi in persona - Aldo è un giovane manager del pubblico demanio, rientrato dopo anni di lavoro a Roma.

Il nocciolo del suo programma? La valorizzazione dei beni pubblici e il loro uso come motore di sviluppo. 

Una nostra vecchia fissazione, come il Lettore attento ricorderà.

Insomma, un candidato "esterno" ma... proprio per questo più vicino ai Cittadini che agli apparati. E questo è bene.

"Sulla Piazza non mi pronuncio - dice durante il breve incontro nel suo comitato elettorale ruvese - credo a quel che dice il Comitato e apprezzo il vostro slancio, ma per normale cautela ho bisogno di documentarmi meglio.

Sul dare la parola ai Cittadini invece non solo non ho alcun dubbio e appoggio totalmente la vostra richiesta. Ma aggiungo che la PARTECIPAZIONE è il primo dei 5 punti qualificanti del programma di Emiliano. Le cinque prime e più importanti cose che verranno fatte."

Un'ottima risposta - se ci possiamo permettere un giudizio.

Ora il muro è rotto. La nostra offerta è ancora valida per tutti i candidati che vogliano aderire e qualificare così la propria azione sul territorio, ad oggi - se ci possiamo permettere un altro giudizio - piuttosto scialba e insipida. Quando non inutilmente invadente.

Ci auguriamo che altri aderiscano in modo da poter dare indicazioni di voto più complete e articolate, che rendano il più possibile facile la scelta all'elettore.

Ci sono candidati del centrodestra? Dei Cinque Stelle? Siamo a disposizione. Basta comunicarci l'accettazione dell'impegno.

Non ci interessa far votare questo o quel partito. 

Ci interessa far votare chi, in qualunque partito, ha l'intelligenza politica e il carattere necessario per stare dalla parte dei Cittadini, della Democrazia e della Città.


Intanto ringraziamo il giovane candidato che ha avuto il coraggio di osare. Non sarà facile, Aldo. Scateneranno l'inferno anche contro di te, i piccoli sedicenti signorini del voto locale.

Ma i Ruvesi sapranno apprezzare chi sa dare loro voce. A guardare i nostri politici magari non sembra. Ma siamo notoriamente un popolo intelligente.

I Ruvesi capiscono, e  sapranno apprezzare che veri Ruvesi si diventa. E veri politici, degni di rappresentare al consiglio regionale una comunità piena di problemi, ma ricchissima di potenzialità.

E così mentre i candidati ruvesi di nascita continuano a dormire e a perdersi, un non ruvese, da oggi ruvese di adozione, non perde l'occasione e raccoglie la sfida di ridare Voce alla Città.

Così si fa.