IL CROLLO VERGOGNOSO DI QUEL CHE RESTA DEL PD


CHIUSI ALLA DEMOCRAZIA. 
Minacciate le dimissioni in blocco di tutto il carciofo "dirigente" Pd se Emiliano avesse osato candidare una Cittadina libera in questa Città e addirittura in quel partito, che si chiama "democratico" ma che essi considerano evidentemente "cosa loro".





Il Pd ruvese si squaglia in una crisi di paura senza precedenti.

Con relativo contorno di comportamenti isterici e antidemocratici a cui siamo purtroppo abituati.


Cosca, in siciliano, carciofo
Gli ultimi segni di una cosca clientelare agonizzante, priva di ogni consenso e di ogni proposta, fuori da ogni legittimazione. 

Gente con 120 avvisi di garanzia sul groppone, che ha accumulato quasi 30 milioni di debito a carico dei Cittadini; con un incontrollabile istinto distruttivo a danno della Città, da Piazza Dante a Piazza Castello - e senza considerare lo sfascio vergognoso del Prg, del Pug, delle sentenze tutte perse, degli incredibili sprechi, della costosissima spazzatura neanche da terzo mondo, la città buia e insicura e via tristemente elencando.

Di questa gente, stiamo parlando.


Democrazia? E che è, una cosa che si mangia? No? E allora...

Succede che alle 19.30 del primo maggio. Una Cittadina ruvese, contattata telefonicamente solo un'ora e poi mezz'ora prima, dopo aver inizialmente e per ben due volte rifiutato l'offerta, viene raggiunta dallo staff di Michele Emiliano al completo. La vogliono candidata alle regionali. Tentano la carta del rinnovamento.

Si consulta col marito. I cinque dello staff non mollano. Alla fine accetta.

Manca solo un quarto d'ora alla chiusura dell'Ufficio elettorale del Comune, che peraltro è chiuso di suo, nonostante la legge in periodo elettorale come questo preveda il contrario - perché si sa, a Ruvo la legge è un optional. Ma se sai a chi rivolgerti e chiami il Sindaco e gli fai "un bel cazziatone", come ci dice l'uomo dello staff, ti aprono.

Così vanno le cose a Ruvo di Puglia...

E insomma questa cittadina ruvese, un giovane architetto molto in gamba, si candida in una lista civica collegata ad Emiliano.

I vertici piddini ruvesi, consultati dallo staff, danno l'ok.



Colpo di scena

Più tardi però (la solita prontezza...;) qualcuno scopre la macchia imperdonabile nel curriculum di questa giovane promessa, ma che ha già dato grande prova della sua competenza professionale e del suo amore per la Città e per la Democrazia.

La sua colpa? Far parte del Comitato Piazza Castello. Cioè essere dalla parte della Storia, dell'Identità, della Memoria, della Bellezza - e non del partito "distruggiamo tutto basta che ci pagano", attualmente al governo cittadino.

La sua colpa? essere dalla parte di Cittadini, della Democrazia, di chi capisce che questa Città ha futuro solo se impara a conoscere, rispettare e valorizzare la sua Storia - non a distruggerla.

Insomma una donna competente, giovane, politicamente libera, con delle idee e senza paura.

Un affronto inaccettabile per la cosca carciofina di Palazzo Avitaia, sempre più atrofizzata e in ritirata - i cui componenti sono così consapevoli della loro disperante mediocrità, della loro incapacità a reggere qualunque confronto, della assoluta delegittimazione, del disastro senza uscita in cui hanno cacciato la Città - ne sono così consapevoli che chiudono le porte a chiunque non sia punciuto secondo gli antichi riti di affiliazione alle cosche clientelari e partitocratiche locali.

Insomma sono così allo sbando che sperano di riciclarsi contrabbandando per proprie le percentuali di voto di Emiliano.
Una miseria politica, culturale, umana che fa spavento.


Riunione in vestaglia e papalina

E insomma la "notizia" si diffonde. Giro forsennato di telefonate. All'armi. Ci invadono. C'è da ridere a immaginare la scena. Da piangere, per la tragedia che si consuma sotto la farsa.

L'esercito già in rotta e in piena strizza, virtualmente in vestaglia e papalina, tirati giù dal letto, si ritrovano e in piena notte mettono giù una lettera che spediscono per le vie brevi ad Emiliano.

Si dimetteranno tutti, in blocco, Sindaco, consiglieri, assessori e tutto il cucuzzaro/carciofaro, se il Pd oserà candidare una Cittadina libera, una che ha a cuore gli interessi della Città e non quelli della cosca antidemocratica.

Un affronto senza precedenti alla democrazia. Peggiore persino dei loro già pessimi standard.

"Con la morte nel cuore", Emiliano fa ritirare la candidatura. La cosca ha vinto. Ha perso il Pd, il partito che si è messo la democrazia nel nome, ma purtroppo solo in quello. Rimanendo per ogni altro verso, invece, almeno qui, il Partito Distruttore che tutti conosciamo.

Ha perso la Democrazia. Ancora. Hanno perso i Cittadini.


Chi ha intelligenza politica?

Ora sta proprio ai Cittadini ruvesi punire questa banda di disperati che occupa ormai abusivamente, priva di ogni consenso, Palazzo Avitaia.

E tocca agli altri candidati avere l'intelligenza politica per cogliere l'immenso bottino di consenso che questa Città ha da offrire, schierandosi senza incertezze per la difesa della Piazza e della Città e per la cacciata dei barbari

Una Città che non può rimanere un minuto di più ostaggio di una cosca impazzita, debole e insicura, in piena crisi di nervi, vittima della sua voracità, della sua arroganza, della sua ignoranza, della sua illegalità conclamata, del suo clientelismo, della sua chiusura antidemocratica e della sua sfacciata, oltre ogni limite, codardia.

La cosca più paurosa e vigliacca di sempre. La più chiusa a ogni rinnovamento. 

Unita solo nel distruggere la Città e nel fare muro contro i Cittadini Liberi.

È arrivato il momento di iniziare la vera lotta di Liberazione.

Su questa misureremo, senza alcuna preclusione, chi c'è e chi non c'è, chi merita e non merita il voto di una Città ferita a morte, che solo cacciando i suoi assassini può risorgere.