La Ruvo povera e silente

dai Grilli Rubastini riceviamo


Storie di povertà ruvese: nessuno deve rimanere indietro

Ruvo di Puglia, gennaio 2015. "C'è un caso di povertà estrema nel nostro Comune, lui e lei disoccupati, due minori e una delle ragazze, la più piccola, perennemente ammalata, vivono in un locale del Comune fatiscente, sono abusivi, hanno ricevuto una minaccia di sfratto perché non adempiono il pagamento di acqua e luce, niente riscaldamento. Sono brave persone, AIUTALI!".



Questa è la telefonata che Vito Di Vittorio, un cittadino ruvese, molto impegnato nel sociale, riceve una mattina degli inizi di gennaio. Dopo la prima visita per verificare lo stato delle cose, Di Vittorio riferirà di esser rimasto sconcertato dalla situazione a dir poco inumana in cui versa l’appartamento comunale: pareti non isolate, nere fino ad un metro per le muffe ed i funghi, il freddo invernale che taglia l’aria per l’assenza di riscaldamento e come se non bastasse una minaccia di sfratto a pendere sulle teste di questa malcapitata famiglia.

Di fronte a tale scempio era doveroso far qualcosa: facendosi portavoce della situazione disastrosa in cui versa la famiglia, si è passati da un assessore all’altro, da un dirigente all’altro.
Tutti concordi nella necessità di fare qualcosa.

Essere concordi però non vuol dire sempre far corrispondere una repentina azione. Passa un mese ma nulla si muove. Sebbene sia necessario tutelare la privacy della famiglia, sembra altrettanto necessario dover puntare i riflettori sulla vicenda, anche solo per smuovere più coscienze e per metter fretta agli enti competenti. Inizia così, pinn dopo pinn, post dopo post, una grande condivisione della vicenda sui social network, seguita poi, a partire dal 10 febbraio scorso, da una raccolta fondi, presso la Caritas di Ruvo, per provvedere quanto meno alle spese per ripristinare la salubrità dei luoghi in cui vive la famiglia, cioè circa 2.500 €.

Sì, esattamente 2.500 € come da preventivo rilasciato da un imprenditore edile invitato per un sopralluogo sul posto. Per assurdo 10 centesimi da ciascun ruvese basterebbero a dare dignità a dei compaesani.

Intanto iniziano finalmente a muoversi anche alcuni rappresentanti del Comune. Infatti, l'11 febbraio scorso, solo il giorno dopo l'inizio della raccolta fondi, l’Ing. Gramegna dell’Ufficio Tecnico e l’Assistente Sociale, entrambi dipendenti del Comune di Ruvo di Puglia, si recano presso la famiglia.
Dal loro sopralluogo risulta, come era facilmente intuibile già da gennaio, che l’alloggio comunale versa in uno stato pessimo, che la famiglia non è in grado di provvedere autonomamente al proprio sostentamento né tanto meno al ripristino dei locali dunque, in ultimo, viene dichiarato lo stato di inagibilità.

La soluzione del Comune? Spostare la famiglia! Perfetto, si potrebbe pensare. Ma la soluzione sottostà alle seguenti condizioni: la famiglia stessa dovrà provvedere a contattare un’agenzia immobiliare per la ricerca di un alloggio alternativo ma soprattutto temporaneo (non più di 12 mesi), il fitto sarà a carico del Comune di Ruvo di Puglia ma non dovrà superare la somma di 250 € mensili.

Facendo due calcoli, il totale risulta di 3.000 € per i 12 mesi.
Ci teniamo a portare alla cronaca che circa 5 anni fa, e precisamente sotto la precedente amministrazione comunale, la famiglia in questione venne nuovamente sfrattata ed allocata nell’attuale tugurio con la promessa di un alloggio migliore. Se si vuole, è una famiglia ormai avvezza alle promesse, avvezza anche al disagio, dopo anni di degrado, ma non ci sembra giusto, come cittadini, e come esseri umani prima di tutto, costringere questa famiglia, come tante altre, a vivere nel dimenticatoio sociale.


Insieme a Vito Di Vittorio, l'associazione "I GrilliRubastini" e tanti cittadini volenterosi e generosi, si sono schierati contro questo assurdo degrado e hanno messo insieme le forze per far sì che queste vicende siano sempre più spesso messe sotto i riflettori e portate all'attenzione delle istituzioni, spesso dormienti, e di un numero più ampio di cittadini.

Parlando a nome dell'associazione "I Grilli Rubastini" vorremmo che passasse un messaggio importante: nessuno deve essere dimenticato, abbandonato nei suoi problemi perché non c'è nessuno che abbia il tempo di occuparsene. È importante che, chi versa in condizioni impietose, come quelle di questa sfortunata famiglia, non sedimenti in sé la convinzione che non esistano vie d'uscita.

Nessun cittadino dovrebbe abituarsi ad abbassare la testa e tutti dovremmo schierarci contro le promesse favolistiche di amministrazioni e rispettivi dirigenti e funzionari di ogni colore e credo politico. Noi abbiamo scelto di non rimanere inermi e di non lasciare questa famiglia da sola, perché se la voce di uno non basta a dare speranza allora urleremo insieme e insieme LOTTEREMO.

Per tutti coloro che volessero aiutarci nella raccolta fondi, è possibile rivolgersi alla Caritas diocesana: Corso Jatta Giovanni, 90, Ruvo di Puglia (BA), telefono: 080 361 5745 nelle giornate di mercoledì, venerdì e sabato dalle 10,00 alle 12,00. Ricordiamo che sarà raccolta la somma di 2.500€ per il ripristino dell’attuale alloggio comunale in cui vivono i nostri compaesani. Ai donatori sarà rilasciata regolare ricevuta (ma non scaricabile dalle tasse) che attesta il versamento oblativo.
È anche possibile collaborare con la donazione di alimenti ed indumenti, rivolgendosi alla Caritas parrocchiale presso la Chiesa di S. Domenico.

Intanto cogliamo l’occasione per ringraziare la Sig.ra Laura Caputi, responsabile della Caritas di Ruvo di Puglia, per l'aiuto che ci dà nella raccolta fondi e la Sig.ra Minafra Gina, dirigente della struttura scolastica messa a disposizione per le due bambine.

I Grilli Rubastini