Il Dio Di Passaggio

Avevamo ricevuto diversi allarmi, richieste di intervento, imprecazioni, inviti a chiamare la Sovrintendenza… sulla strana “cosa” in costruzione davanti alla facciata senza pace di palazzo Jatta.
Abbiamo mantenuto la calma e alla fine la verità, che sa sempre dove andare, come sempre è venuta a trovarci.
È lo stesso autore dell’opera, il giovane Massimiliano Di Gioia, a parlarcene.
Si tratta di una installazione, il Dio Stupore. Un’opera d’arte che starà lì un mese, “se i vandali non me la buttano giù prima”.
Quindi possiamo stare tutti tranquilli.
Si tratta di un dio di passaggio
Mentre resta che un giovane talento ruvese ha avuto la possibilità di esprimersi anche in patria dopo averlo fatto con successo fuori.
Speriamo diventi una regola. Che il dio delle opportunità passi più spesso e magari si fermi un po’.

Un piacere notarile

L'Aglianico Cantine del Notaio



Siamo in Basilicata a Rionero in Vulture in provincia di Potenza. Oggi parliamo di un'azienda ormai consolidata nell'ambito enologico, le Cantine del Notaio

Una vita passata coltivando Aglianico. Vitigno antico e coltivato alle pendici di un vulcano ormai spento, il Vulture. 

I terreni, come è facile immaginare, sono ricchi di elementi minerali, i quali determinano la composizione di questi vitigni che affondano le loro radici in strati tufacei, che risultano poi importanti nei periodi di siccità come serbatoi naturali d'acqua.

L'azienda, guidata da Gerardo Giuratrabocchetti, segue i dettami della coltivazione biologica e biodinamica. 
Sovescio tra i vigneti a filari alterni.

Quindi niente prodotti chimici e di sintesi sia in vigna dove si usa solo un po' di rame e zolfo e sovesci erbacei e di leguminose per nutrire il terreno, che in cantina con uso di minime quantità di solforosa. 

Gerardo è figlio di un notaio e oltre alla denominazione della cantina ha voluto dare ai suoi vini nomi che richiamano in qualche modo quella professione, l'Atto, il Rogito, la Firma e altri cui avremo modo nel tempo di presentare. 

Il vino di cui vogliamo parlare oggi è il Repertorio Aglianico del Vulture doc. 2006. Descriviamolo nei particolari. 

Tipo di uve. Aglianico 100%.  Età dei vigneti: 50 anni.  Vendemmia: manuale, metà/fine ottobre, in piccole cassette.  

Vinificazione: macerazione delle uve per 10/15 giorni e vinificazione in acciaio inox. 

Affinamento:  In piccole botti di rovere francese di secondo passaggio per almeno 1 anno, in grotte naturali di tufo vulcanico. Lieviti: Autoctoni. 

Solforosa totale presente: solo in  fase di imbottigliamento  40mg/l.  

Gradi alcolici: 14%.  Colore: Rosso rubino.   

Olfatto: Di questo 2006 la prima sniffata ti porta sentori di animali da fattoria, il cuoio di una sella. Poi,dopo alcuni minuti, si apre alla frutta rossa, sopratutto ciliegie e prugne mature. Liquirizia e china con note di erbe balsamiche.  

Gusto: beva convinta, non cicciottello ma quasi. Il che fa sì che struttura e alcol siano in perfetta simbiosi. 

Abbinamenti gastronomici: Primi al sugo di carne, un primo cacio e pepe, arrosti e grigliate di carne, formaggi stagionati. Costo bottiglia cl.75: Euro 12,00/12,50 se lo acquistate direttamente da loro.  

Avendo avuto modo di assaggiare annate più giovani rispetto al 2006, questo è un vino che ha bisogno di alcuni anni di evoluzione in bottiglia  per esprimere tutte le sue straordinarie qualità. Aspettandolo si rivelerà in tutto il suo splendore. Buon appetito e prosit. 



Luca La Fortezza