Il dies natalis


Dall'ex preside Biagio Pellegrini riceviamo e  volentieri pubblichiamo questo commosso ricordo del prof. Aurelio De Leo, storica figura del Liceo Tedone, appena scomparso o, con le sue parole, appena incorso nel suo dies natalis, il giorno della (nuova) nascita.


La passione per la scuola e per la matematica

Un ricordo del Prof. Aurelio De Leo


Sono trascorsi più di cinque anni da quando ho incontrato per l’ultima volta il Prof. Aurelio De Leo. Venne a trovarmi nella presidenza del Liceo per chiedermi alcune precisazioni a proposito di procedure relative a settori specifici della formazione. 

Quando gli chiesi come stava, con un cordiale sorriso pieno di serenità e consapevolezza mi rispose: “… in attesa del dies natalis”. 

La salute era malferma, ma lo spirito e la proverbiale gentilezza erano ancor più ricchi di attenzioni e rispetto, tanto da farmi sentire a disagio. La sua passione e dedizione per la scuola ne facevano un uomo meritevole di grande ed assoluto rispetto: una personalità vigorosa e piena di tanto riserbo e attenzione agli altri.

Anche se lontano dalla scuola da ventisette anni, la sua figura di docente non si è mai appannata dentro e fuori le mura del liceo. La maggior parte della carriera scolastica l’ha percorsa nelle aule del Tedone, dapprima nella sede di Corso Carafa e poi in quella storica di Via Madonna delle Grazie. 

La sede storica di Via Madonna delle Grazie, ora sede dell'ITC Tannoia.


Ventitrè anni in totale di permanenza in servizio al Liceo di Ruvo: li ha spesi per garantire a tanti alunni una formazione umana e culturale degna di rispetto

Ben noto a tante generazioni di allievi, ormai lontani da molti anni dalla scuola, il Prof. De Leo ha rappresentato per tutti un aiuto insostituibile per l’apprendimento della matematica, grazie al rigore delle spiegazioni ed alla chiara esposizione dei procedimenti, ma anche per la capacità di aiutare chi era in difficoltà. 

Parliamo di una scuola di tanti anni fa, quando vigeva ancora la concezione elitaria del liceo, di quello scientifico in particolare, considerato molto impegnativo e con dibattiti all’interno spesso caratterizzati da vivacità di toni e posizioni molto articolate

Ma il sorriso sempre presente sul suo volto era di grande incoraggiamento per gli alunni e di serenità per la scuola. Certo la matematica ha le sue difficoltà di elaborazione ed apprendimento, per cui non potevano mancare i richiami e le correzioni, come i voti negativi; ma la vicinanza dell’altra colonna storica del Liceo, il compianto Prof. Vincenzo Lorusso, cui era legato da una amicizia di lunga data, ma anche da una grande intesa e stima, serviva a rassicurare ancor più gli alunni per quelli che potevano essere i problemi scolastici, vissuti con grande ansia. 

Lo ricordo con molto piacere anche per un’altra precedente presenza al liceo, quando il 25 maggio 1998, invitato insieme agli altri docenti della classe VC dell’anno scolastico 1971-72, si ritrovò con i suoi ex alunni e con il colleghi docenti. Fu un incontro pieno di affetto e vivi ricordi, richiamati ancora una volta in un’aula scolastica e fissati in una foto sulla scalinata della nuova sede del Liceo.

Oggi salutiamo ancora una volta un docente espressione di tutti quelli che hanno fatto la storia del Liceo, ma che non dovrebbero mai essere dimenticati per il prezioso contributo offerto alla formazione dei giovani che hanno contribuito alla costruzione del futuro delle istituzioni, hanno arricchito le professioni e sono diventati cittadini della nostra società impegnati in settori anche delicati della collettività.

Il ringraziamento più grande oggi lo porgiamo al Prof. Aurelio De Leo, nobile figura di docente e di uomo di scuola, grande amico della cultura scientifica e dei ragazzi, cui ha garantito un prezioso insegnamento che non potrà mai essere dimenticato perché scritto nella mente e nelle coscienze. 

Il senso del dovere, la serietà di impegno e la sua bontà non sempre conosciuta, ma che traspariva concretamente nelle sedute degli scrutini, hanno fatto di lui un modello essenziale di un modo di insegnare, di un rapporto serio e sincero con gli alunni, di una concezione della scuola dove le finalità formative sono il momento essenziale di ogni ora trascorsa dentro e fuori le aule. 

Lo ricordiamo con il suo abituale sorriso, espressione di cordialità sincera e di ricerca continua di essere modello irreprensibile di impegno professionale senza risparmio.

Grazie Aurelio per tutto quello che hai fatto per i giovani e per la scuola. Nessuno potrà dimenticarti.


Biagio Pellegrini

Foto del profilo di Biagio Pellegrini