Corde Sospese

Notte Bianca di Passione tra Acrobati di Fede e Maratoneti di Stand e Zinnannà

Arriva la discussa Notte Bianca - in pieno periodo natalizio ma che nulla ha a che fare col biancore della neve, o della purezza/astinenza/castità.
Semmai il contrario, in un clima che già è da scontro mediatico e social tra integralisti cattolici del-tempo-che-fu e sostenitori del cambiamento e della movida o del basta-che-funzioni e cioè porti gente e faccia vendere.
Ai cattolici fondamentalisti e recalcitranti alle novità non rimangono che le ultime fortezze di pace e tranquillità di fede, per chi la condivide: le chiese.
Anzi no.
Solo a guardare le foto infatti si capisce quanto esplosiva sia l’audace iniziativa partita non si sa bene da chi ma che coinvolge a pieno titolo il cuore del cuore dell’identità cittadina (non solo cattolica) degli ultimi otto secoli. La sua Cattedrale.
La sagoma dell’equilibrista che dal portale mira all’altare è, immaginiamo, la rappresentazione plastica del cammino di fede, possi…

Cialtroni al Governo



L'attacco di Saviano a Matteo Renzi
"E' sempre commedia all'italiana"

"Si sperava che il pagliaccio e l’abile battutista con responsabilità di governo avessero lasciato il terreno a una generazione di persone serie. Invece questo sogno, rischia di essersi già infranto". Il durissimo intervento contro il governo dello scrittore

DI ROBERTO SAVIANO

L'attacco di Saviano a Matteo Renzi 
E' sempre commedia all'italiana




«Il momento è gravissimo e la necessità di serietà è illimitata: il primo ministro e gli altri componenti del Consiglio dei ministri dovrebbero rendersi conto che non è possibile sempre e comunque strizzare l’occhio alla più stantia rappresentazione della cialtroneria nazionale».

Roberto Saviano nella sua rubrica L'Antitaliano, sul numero dell'Espresso in edicola da venerdì 12, critica duramente Matteo Renzi e il suo stile di governo. La situazione del paese è gravissima, scrive Saviano, e «si pensava che con l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, quell’eterno rinvio ai tipici personaggi della commedia all’italiana fosse esaurito. Si sperava che il pagliaccio e l’abile battutista con responsabilità di governo avessero lasciato il terreno a una generazione di persone serie, in grado di cogliere la gravità delle situazioni e dunque capace di lavorare con discrezione a soluzioni anche dolorose, ma di largo respiro». E invece questa speranza, questo sogno, rischia di essersi già infranto.

Secondo lo scrittore, sarebbe necessaria per esempio un'azione per riportare in Italia i cervelli in fuga all'estero, per “recuperare” una generazione che ha investito sulla formazione e ora si trova senza lavoro o “in esilio”. Ci vuole un investimento forte sul capitale umano. E invece dobbiamo rassegnarci all'idea che ogni Governo si senta in obbligo di annunciare una “rivoluzione” nel mondo della scuola».

Annunci di rivoluzioni che servono solo a mascherare nuovi tagli. Ci vorrebbe serietà, capacità di dire la verità al paese e di guardare al futuro. «Ci si aspetterebbe umiltà, silenzio, riservatezza: esistere solo quando si è al lavoro, rifuggendo ogni futilità».

E conclude: «se il giorno in cui si è ufficializzata la deflazione che ha portato l’economia italiana al 1959 il nostro Premier ha teatralmente mangiato il gelato, forse a breve sarà costretto a presentarsi al Paese in ginocchio e con la testa bassa, in un vuoto di parole, finalmente rappresentativo del disastro».

La rubrica integrale di Roberto Saviano su l'Espresso in edicola venerdì e su E