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l'ex preside del Liceo Tedone, Biagio Pellegrini, interviene sul tema del giorno

Biagio Pellegrini

E’ veramente motivo di sofferenza vedere messa in discussione una costruzione realizzata con impegno, attenzione al rispetto delle norme, salvaguardia dell’unico obiettivo fondamentale: la formazione degli alunni e l’offerta formativa nell’interesse del territorio.

E’ anche abbastanza disagevole dover difendere scelte fatte nel rispetto delle procedure, quando ormai dovrebbe essere per tutti pacifico che le scuole impegnate nella formazione conoscono l’esistenza dell’autonomia scolastica, della quota locale, della necessità di avvalersi dell’autonomia per formulare un’offerta formativa elaborata dalla singola scuola (Collegio dei Docenti e Consiglio di Istituto) secondo un piano di studio, rispettoso della quota obbligatoria, ma che include la quota dell’autonomia. 

Chi è nella scuola dovrebbe saperlo chiaramente, per chi non è del mestiere basta una piccola ricerca su internet e la questione è chiarita. Già dal 1999 il DPR 275 dell’8/3/1999 agli articoli 3-4-5-8, ma soprattutto all’art. 12, comma 2°, fu riconosciuto ad ogni scuola la riserva del 15% del monte ore annuale per la realizzazione di curricula espressione dell'autonomia formativa. In base a questa norma sono stati assicurati e realizzati, prima della riforma, percorsi formativi arricchiti rispetto al tradizionale liceo. 

Ma è il Regolamento dei Licei, con l’entrata in vigore dei nuovi corsi di studio (DPR  15/03/2010, art. 10, comma 1°, lettera c) che riconosce la possibilità di utilizzare il 20% del monte ore annuale del biennio e del quinto anno ed il 30% del monte ore annuale del terzo e quarto anno. Ed è quello che è stato fatto fino al 31 agosto del 2013 nel Liceo Tedonesenza chiedere contributi a nessuno, ma semplicemente utilizzando le stesse risorse messe a disposizione della scuola.

E non si tratta di una scelta geniale, ma soltanto il frutto di una seria considerazione del vantaggio di una offerta formativa diversificata e più ricca, come fanno tante altre scuole, anche vicine al Tedone. Non c’è stato nemmeno bisogno di consultazioni (e meno che mai di autorizzazioni) del Ministero o dell’USR, in quanto trattasi di norme da tanto tempo in vigore e riconosciute alla scuola dell’autonomia.

In ultimo mi pare opportuno sottolineare che lo stesso Ministero ha introdotto i cambiamenti di corsi di studio sempre a partire dal primo anno, per salvaguardare il rispetto della continuità di percorso per chi ha già iniziato il corso. Le novità ed i cambiamenti si introducono con lo scorrimento negli anni successivi, a partire dal primo anno

Dovrebbero quindi essere salvaguardati gli alunni che hanno già iniziato a frequentare il primo anno nel 2013/14 (e quelli precedenti) secondo la proposta formativa presentata con il piano di studio previsto ed assicurato nella presentazione della scuola e nell’accoglienza dei nuovi iscritti.

Tanto per fornire elementi di chiarezza sull’operato della presidenza del Tedone fino al 31.08.2013.

Biagio Pellegrini