Cosa Vedono Gli Occhi

Il giro del Mondo (Perfetto)




Sabato 15 Settembre, ore 18.00 circa, sulla pagina facebook ufficiale del Talos Festival leggo: “CAMBIAMENTO DI LOCATION: QUESTA SERA IL CONCERTO SI TERRA' A PIAZZETTA LE MONACHE E NON PIU' AL PALASPORT.”

In cuor mio, ma anche ad alta voce, di getto replico: “ ECC, L’OM FAT LA FRITTAT!” (trad. “Ecco, abbiamo fatto la frittata!”). Dove abito io, un po’ distante da Ruvo città, i nuvoloni erano già presenti e carichi.

Quindi, sabato 15 Settembre ore 21.00 presumo, in Piazzetta Le Monache cominciava

il Festival; a casa mia gatti e galline si erano già prodigati per la costruzione di piccole zattere da galleggio. Davanti ai miei occhi, uno scenario apocalittico; e intanto a quattro chilometri di distanza in linea d’aria, nella quiete più assoluta, Renaud Garcia-Fons disegnava linee di note sulle corde. E mi sono perso il suo punto di vista. Non posso dire nulla, solo che provo invidia profonda per chi ha potuto ascoltare l’architettura dei suoi componimenti.
Sabato 15 Settembre ore 22.00, giungo al Talos. Ruvo non era stata risparmiata. Cronache attinte al momento, raccontano che è stato come se tutte le Donne del centro storico avessero riversato una secchiata d’acqua in strada, così senza motivo, per dare fastidio a Pino. E la piazza in cinque minuti si è riempita così tanto, che gli spettatori si sono ritrovati sui terrazzi delle case ad apprezzare le cattedrali di Ruvo e i suoi campanili. E tra i vicoli, di sezione stretta e alta, dove la pressione si mantiene costante, i pochi che sapevano “surfare”, hanno cavalcato l’onda, godendosi uno spettacolo senza eguali.

Recuperati dai volontari gli spettatori sparsi qua e là, la bella Orchestra di Piazza Vittorio fa il suo ingresso.

Senza dubbio la più eterogenea del festival. Dai colori che indossano, alla molteplicità degli strumenti che suonano, così distanti dall’idea di banda che abbiamo maturato in questi giorni.

La musica tradizionale di ogni Paese mescolata alle sonorità rock, pop, reggae. Signori il Reggae!

C’è chi è passato alla storia per aver fatto il giro del mondo; c’è Jules Verne che ci ha scritto un romanzo. Tra i guinnes dei primati, c’è chi si vanta di averlo girato in barca a vela in un tot di tempo, chi l’ha fatto su un ultraleggero in un tot di tempo inferiore a quello precedente, ma vi assicuro che nessuno ha mai visitato il mondo così velocemente come noi.

Nel video preso da youtube



ci sono i nomi di questi protagonisti e la loro più disparata provenienza. Ieri su quel palco abbiamo assistito ad un esperimento. Abbiamo avuto la possibilità di osservare che l’Uomo libero non si sottomette al potere delle religioni dividenti, non si fa sottomettere dall’emarginazione razziale; convive con la marginalità e la rende malleabile prima e risolutiva dopo.


Più penso a loro, e più credo in un mondo perfetto.

Ivan Iosca
RuvoLibera






Houcine ATAA Tunisia, voce
Fausto BOTTONI Italia, trombone, euphonium
Peppe D’ARGENZIO Italia, sax baritono e soprano, clarinetti
Evandro Cesar DOS REIS Brasile, voce, chitarra classica e elettrica, cavaquinho
Sanjay KANSA BANIK India, tabla
Awalys Ernesto LOPEZ MATURELL Cuba, batteria, congas
Omar LOPEZ VALLE Cuba, tromba, flicorno
Zsuzsanna KRASZNAI Ungheria, violoncello
John MAIDA Stati Uniti, violino
Gaia ORSONI Italia, viola
Carlos PAZ DUQUE Ecuador, voce, flauti andini
Pino PECORELLI Italia, contrabbasso, basso elettrico
Leandro PICCIONI Italia, pianoforte
El Hadji Yeri SAMB Senegal, voce, djembe, dumdum, sabar
Raul “El Cuervo” SCEBBA Argentina, marimba, congas, percussioni, timpani
“Kaw” Dialy Mady SISSOKO Senegal, voce, kora
Ziad TRABELSI Tunisia, oud, voce
Mario TRONCO Italia, Fender Rhodes
con
Sylvie Lewis UK/USA,voce, chitarra