Lo sgretolamento silenzioso (ma non troppo) del PD


Da Salvatore Bernocco riceviamo e pubblichiamo


Da “scelta personale” a “malessere personale” (vedasi Gazzetta del Mezzogiorno del 17 giugno), accostando alla mia scelta, libera e meditata, le scelte operate dall’amica Irene Turturo e dall’amico Antonio Minafra. Forse, più che di malesseri personali, sarebbe il caso di parlare di epidemia e bisognerebbe adoperarsi per individuarne i focolai. Ma queste sono questioni che non mi riguardano.

Parlo per me e per me solo.

Rassicuro l’amica Pina Picciarelli, valente segretaria del PD, che godo di ottima salute (e faccio i debiti scongiuri!). Nessun malessere, nessun mal di pancia, nessuna ritorsione o dietrologia, ma la volontà di intraprendere un percorso politico nuovo, negli esigui limiti di tempo a mia disposizione e con molta umiltà, in SEL.

Non mi esibirò quindi nell’ars polemica o retorica, cosa che potrei facilmente fare. La segretaria del PD non se lo merita. Per me l’amicizia resta un valore che prescinde dalle scelte politiche e personali.

Non sono neppure così stanco. Le fatiche del quotidiano non mi hanno ridotto le facoltà cognitive. Esse, poi, sono comuni a tutto il genere umano, e sarebbe strano se ne andassi immune proprio io.

Quanto poi al progetto comune, non so quale sia. Se consistesse nell’occuparsi della cosa pubblica con competenza, trasparenza, linearità, okay, mi andrebbe bene, ci starei. Se il progetto comune fosse invece il paravento di progetti comuni a pochi, allora no, non mi starebbe bene.  

Mi preme però sottolineare, per quanto attiene alla questione delle posizioni organizzative, che è buona norma etica che un dipendente pubblico non partecipi ad incontri e summit inerenti alla organizzazione del personale della struttura in cui lavora. Se lo facesse, si esporrebbe a critiche feroci e giuste. Di qui la mia “defezione” assoluta in materia di personale.

Sulle altre problematiche da me sollevate e riprese dalla giornalista Rosaria Malcangi, persona libera ed indipendente, non vi è stato nessun rilievo da parte della segretaria del PD. Del resto sarebbe stato estremamente arduo sostenere il contrario.

Comunque stiano le cose, SEL fa parte della maggioranza di centrosinistra, per cui ne faccio parte anch’io, fino a prova contraria.

Sono consapevole che la mia scelta ha suscitato stupore in tanti, soprattutto in quanti mi conoscono poco e ritengono che sia un soggetto convenzionale o poco libero o asservito a logiche para-dorotee. Niente di più lontano dal vero.

Come mai Bernocco ha aderito a SEL di Vendola, un partito di sinistra?

Vi ho aderito perché in SEL vi sono le amiche e gli amici della lista civica INSIEME: l’architetto Vincenzo Fracchiolla, detto Zullo, emarginato il giorno dopo l’esito elettorale nonostante la grande mole di lavoro svolta; Daniela Lamura, brava ed intelligente; Biagio Livorti, musicista, con ottime idee non accolte. E così via. 

Vado quindi dove vi sono coloro che non contano nulla per la politica, portatori d’acqua lasciati al loro destino eppure desiderosi di contribuire al rilancio di questo paese che da anni sogna che qualcuno inauguri una nuova fase. 
Vado dove vi è gente “strana”, “stravagante”, che immagina una società ruvese diversa. Mi mischio ai “folli” per recuperare un po’ di saggezza. 

Ci vado per dare, non per ricevere, come del resto ho sempre fatto e continuerò a fare, nel solco della mia tradizione culturale cattolico-democratica e familiare.       

Salvatore Bernocco