Tutti in galera! (Ictu oculi...;-) 2.



Il disegno criminoso

Spesso il miglior inizio è la fine. Questo è uno di quei casi. Perché la fine è illuminante. Porta infatti la data del 25 maggio 2011. E per capire quanto è importante, dobbiamo fare un passo indietro.

Il Lettore attento ricorderà che avevamo supposto che la denuncia fosse stata presentata a caldo e sull'onda emotiva. Ci avevamo azzeccato. Ma non del tutto. A caldo sì (cioè a maggio). Ma non proprio sull'onda emotiva. È stato invece un freddo calcolo strumentale e opportunistico in vista del secondo turno delle scorse votazioni comunali. E lo dimostriamo.



Attila, Lettera a Matteo è stato pubblicato l'11 maggio (loro dicono il 12, ma non è rilevante).
Il 15 e 16 maggio si è votato per il primo turno delle amministrative (Sindaco ecc...).

Il Paparella, che contava su (e andava strombazzando) una vittoria al primo turno, è stato seccamente fermato e, pur avendo preso singolarmente più voti di ciascuno degli altri due contendenti, non è andato oltre il 37,70%.

La situazione appariva perciò più complicata del previsto. Tanto che c'era chi giurava di averlo sentito urlare al suo comitato elettorale, in rimprovero ai galoppini per non essersi impegnati abbastanza. Ovviamente, è solo una voce. Ma inserita nel quadro generale, acquista senso.

Come fare, perciò, a vincere la partita?

Intanto il mio scritto Attila, Lettera a Matteo cresceva e faceva opinione, veniva distribuito dal centrodestra e dal centrosinistra, cittadini liberi ne facevano un manifesto pubblicamente affisso. Insomma creava consenso, dissuadeva e persuadeva la larga fascia degli indecisi. 

E alcune iniziative fatte partire ben per tempo, come Vota un Sindaco Nuovo, raccoglievano i frutti seminati. Si preparava insomma un'inedita alleanza di fatto tra il candidato di centrosinistra arrivato al ballottaggio, e una parte dello schieramento di centrodestra, sconfitto di misura ma deciso a vincere insieme agli altri la battaglia per la liberazione della città.

E allora, pensa e ripensa, nel clan paparelliano qualcuno ha avuto la genialata: prendersela con Attila e col suo autore. 

Più che un'iniziativa politica sensata e mirata, una vendetta rabbiosa contro chi l'aveva fermato.

Così, improvvisamente, dopo 14 giorni di latitanza (13 secondo loro) un improvviso sdegno si è impadronito di Matteo e forse di qualche portaborse, così che hanno improvvisamente mandato a fotografare i loschi cittadini che (forse compiendo il delitto di lesa maestà) si fermavano a leggere il manifesto (24 maggio - vedi foto in fondo).

E infine il 25, raccolto un po' di materiale alla meglio, stampata e mal ricopiata una copia di Attila da internet, raffazzonate frettolosamente tre pagine di una querela che entrerà a buon diritto nella storia della comicità italiana - ecco servita e presentata la denuncia.

Il 25. Appena in tempo per poter sventolare quella stessa denuncia nell'ultimo comizio utile, quello del 26, nel quale ha indicato alla piazza dei suoi supporters tra il depresso e il gasato un ben comodo nemico

lo stesso comizio in cui non voleva più mollare il palco ed è stata necessaria una pacifica rivolta civile, centinaia di cittadini e tutti gli altri leader, da Ottombrini alla Montaruli (centrosinistra), da Mazzone a Catalano (centrodestra), per costringerlo a rispettare la legge-col futuro Sindaco Ottombrini che gli ha gridato dal microfono di andarsene e liberare la città dalla sua ingombrante presenza politica.  

E poi il palco ceduto dallo stesso Ottombrini ad una indimenticabile, drammatica, impressionante sfilata di esponenti storici del centrodestra o della destra pura, che tout court, col morale a pezzi ma col cuore in mano, hanno clamorosamente e pubblicamente dichiarato il loro voto per il candidato del centrosinistra, pur di liberare la città

Un momento storico. Unico e probabilmente irripetibile. Un momento che ha travolto chi si era affidato all'arma politicamente spuntata delle denunce.

Ma il 25 è importante anche per altri fondamentali motivi.


Dov'è finito il Centrodestra?
Guardiamo la denuncia. Ci sono io (troppo onore...), c'è Ottombrini e il suo staff, il Comitato di Liberazione ruvese (liberi cittadini associati), la tipografia e così via. Per poco non ci sono anche gli elettori che hanno letto il volantino/manifesto ed eventualmente la proclamazione del coprifuoco e della legge marziale.:)

Manca qualcuno? Sì, certo che manca. Perché il centrodestra ha fatto lo stesso identico uso di Attila che il centrosinistra. Proprio uguale. Al 100%.

Però nella denuncia non c'è. Ed ora capisco finalmente perché alcuni amici, tra quelli appunto di area centrodestra, che mi chiedevano se Matteo avesse poi fatto quella denuncia, si dimostravano sicuri che la denuncia ci fosse, e reagivano con qualche perplessità al mio diniego di aver avuto alcuna comunicazione.

Le conclusioni che se ne possono trarre sono chiare ed evidenti, ma le lascio al Lettore. Sono già il beniamino degli avvocati, per il lavoro che procuro; non vorrei guadagnarmi addirittura una statua...;-)

Però, stando semplicemente ai fatti, è un fatto che il centrodestra NON è entrato nella denuncia. Mentre alcuni suoi importanti esponenti, che ovviamente hanno sfruttato e beneficiato dell'effetto Attila al primo turno, contro Matteo, sono passati, al secondo turno, a sostenere Matteo. Poteva mica denunciare anche loro?

Ecco quindi spiegato come il presunto onore macchiato e ferito si sia risvegliato improvvisamente solo 14 giorni dopo. Se si riuscisse a brevettarne il metodo, sarebbe un miracolo o per la chirurgia o per la lavanderia.

E così, immediatamente (si fa per dire...) travolto dall'emotività che ogni persona perbene prova quando vede il proprio onore messo in discussione, ecco che dopo appena 14 giorni il nostro eroe ha sporto denuncia, non prima però di aver mandato qualcuno in tutta fretta a fotografare l'orribile reato della lettura del manifesto, e, soprattutto, non prima di aver deciso con i suoi di selezionare accuratamente i destinatari della sua denuncia. Di scegliere, cioè, chi poteva macchiare il suo onore (ecc... ecc...) e chi no.

Un capolavoro. Movente, modo, occasione

Com'era la formula? Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso... Beh, sì, così a occhio, Ictu oculi, direi che è la formula giusta.




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Cittadini colti sul fatto.
Avranno dato il loro assenso ad essere fotografati?







mario albrizio