La svendita della memoria

E se li comprassimo noi?

In un Paese normale, che ha consapevolezza di se', che ha memoria e che (di conseguenza) ha un progetto per il suo futuro - una notizia del genere non dovrebbe neanche esserci.

Ma, se proprio una cosa del genere deve esserci in nome del libero mercato, ci aspetteremmo che lo Stato intervenga e compri questo pezzo di memoria.

E se lo Stato non intervenisse - e per tanti versi non ci sarebbe neanche da stupirsene - allora mi aspetterei che la Regione Puglia, in cui Moro è nato, vissuto, ha studiato e insegnato, ci si tuffi al volo. Oppure la Regione Lazio, dove Moro ha tanto operato e ora riposa.

Oppure il Comune di Bari o l'Università che ne porta il nome.

O Comune di Maglie dove è nato, o quello di Taranto dove ha fatto il Liceo.

E se tutto questo non dovesse muoversi, allora il Comune di Ruvo, dove è venuto tante volte e dove la colonna morotea era ed è forte e radicata. Non sarebbe un grande acquisto per il futuro Museo della Cultura o come si chiamerà?

O i Comuni limitrofi, che non hanno ricevuto minore attenzione.

O tutti i Comuni italiani, supplenti di un senso civico e della memoria che evidentemente ancora non è abbastanza maturo.

E se neanche questo dovesse accadere, allora il nostro appello è ai cittadini di questo Paese.

Prendiamocelo noi questo pezzo di Memoria. Questo pezzo di un puzzle ancora ben lontano dall'essere conchiuso.

Facciamo una sottoscrizione e compriamoci un pezzo del nostro futuro. E no: non è scritto per errore.

Perché senza memoria non c'è futuro. E, come qualcuno ha detto, chi dimentica il suo passato è condannato a ripeterlo.


Se sei disponibile a partecipare alla Raccolta per la Memoria, manda una mail o visita la pagina Facebook dedicata. NON inviare denaro. 



mario albrizio





L'articolo è tratto da Repubblica (www.repubblica.it)

A Milano in vendita all'asta

documenti delle Brigate rosse

Nel lotto 17 comunicati e volantini che saranno battuti il 27 marzo nella sede milanese della Bolaffi. Tra questi anche il documento che annunciava la condanna a morte di Aldo Moro


MILANO - Diciassette comunicati e volantini delle Brigate rosse andranno all'asta il 27 marzo nella sede milanese della Bolaffi come parte di una vendita dedicata a documenti, lettere, autografi e fotografie di interesse storico. 

Tra i documenti, del 1974 e 1978, che riportano a uno dei periodi più cruenti e controversi nella storia del Paese, il più importante è quello del 15 aprile 1978 in cui veniva annunciata la condanna a morte di Aldo Moro, sottoposto a 'processo' da parte delle Br nel covo romano, dove fu tenuto prigioniero dopo l'uccisione della scorta e il suo rapimento in via Fani.

"Per quel che ci riguarda - è scritto del documento - il processo ad Aldo Moro finisce qui. Aldo Moro è colpevole e viene condannato a morte". La sentenza fu quindi eseguita e il cadavere dello statista democristiano fu fatto ritrovare nel bagagliaio di un'auto parcheggiata nel centro di Roma.

All'asta andranno anche le copie dei volantini che le Brigate Rosse distribuivano in fabbriche o nel corso di manifestazioni dell'estrema sinistra. Un lotto valutato 1.500 euro, cifra superiore a quella di un documento a firma di Adolf Hitler (mille euro) o di Benito Mussolini (500). (19 marzo 2012)